Periferie, sen.Ricciardi: Govegno ha fatto la sua parte ora occhio ai progetti

Mentre Mastella e Del Basso De Caro fanno a gara a piantare la bandierina cercando di attribuirsi il merito di non si sa quale azione virtuosa, il Premier Giuseppe Conte ha rispettato l’impegno preso nella conferenza unificata Governo-Regioni-Anci-Upi. I fondi del bando periferie sono stati garantiti dal 2019 a tutti i progetti portati a termine. Non sarà erogato l’anticipo del 20% inizialmente previsto, ma tutto l’importo a lavori conclusi. Questo consentirà un minore spreco di risorse nel caso alcuni progetti si rivelino impropri rispetto all’esigenza di rilanciare le periferie (e su questo il Comune di Benevento deve stare attento, perché come avevo già provato a spiegare in precedenza, scatenando la reazione stizzita di qualcuno duro di comprendonio, la qualità farà la differenza e i controlli saranno rigorosissimi). I fondi saranno stanziati in Legge di Bilancio ma l’accordo è ormai definito. Una decisione che pone fine a tutte le polemiche strumentali che in questi ultimi due mesi abbiamo letto ed ascoltato. Più simili a leggende, a dire il vero, che a polemiche. Il Governo ha dunque risolto il problema creato dal Governo Gentiloni, che aveva tentato goffamente e successivamente, sui 96 progetti che avrebbero dovuto beneficiare del nuovo finanziamento, di stanziare ulteriore 1.6 miliari di euro circa, dimenticandosi però di effettuare tutti i passaggi istituzionali necessari e previsti dalla Legge. Come se non bastasse erano pervenute alla Presidenza del Consiglio dei Ministri numerose istanze per rimodulare gli interventi poiché molti progetti non erano ancora, di fatto, pronti. Il Parlamento è dovuto così intervenire con un duplice scopo: rimodulare il finanziamento, utilizzandolo per una finalità consentita dalla Legge ed andando a sbloccare gli avanzi di bilancio per tutti e 8.000 i comuni italiani, differire al 2020 l’efficacia delle convenzioni concluse. In pratica è stato costretto a riparare i danni ereditati e ha legiferato per il bene di tutti i territori. Andando poi oltre, ma qui si va ad aggiungere un nuovo concetto e non vorrei chiedere sforzi troppo intensi a chi sa solo piagnucolare, va ricordato che le convenzioni non sono state bloccate e dunque le Amministrazioni possono anche procedere anche in autonomia con proprie risorse o accendendo forme di anticipazione finanziaria. La svolta è arrivata dalla mozione approvata in Senato lo scorso 9 ottobre e che impegnava il Governo “a prevedere specifiche misure nella Legge di Bilancio 2019 volte a garantire, compatibilmente con una più efficace allocazione delle risorse a disposizione, soluzioni idonee alle istanze degli enti locali interessati, aggiudicatari degli interventi finanziati a valere sul fondo periferie” e “a provvedere al rimborso delle spese per gli interventi, già sostenute dagli enti territoriali che hanno sottoscritto le convenzioni”. E’ bene chiarire che le norme del Milleproroghe non determinano, come qualcuno ha tentato di far credere, un blocco delle convenzioni e che i 96 enti tra i quali è incluso il Comune di Benevento – anche dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 91 del 2018 che ha differito al 2020 l’efficacia delle relative convenzioni – possono proseguire o attivare gli interventi previsti da ciascun progetto sulla base dei cronoprogrammi approvati, eventualmente modificati secondo i criteri e le procedure di cui alle convenzioni sottoscritte, provvedendo ai relativi oneri autonomamente, anche attraverso le altre forme di finanziamento consentite dall’ordinamento e, in particolare, il “Prestito riqualificazione periferie urbane” da Cassa Depositi e Prestiti, destinato al pagamento delle spese concernenti l’intervento di riqualificazione rientranti nell’ambito del predetto Programma straordinario, indipendentemente dalla efficacia o meno del differimento delle convenzioni. Il Governo ha stabilito che nella Legge di Bilancio 2019 siano previste altresì una serie di disposizioni: le convenzioni in essere con i 96 enti successivi ai primi 24 produrranno nuovamente effetti finanziari dal 2019; tali effetti saranno limitati al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate e dovranno a tal fine essere adeguate le convenzioni esistenti; le risorse relative alle economie di spesa prodotte nel corso degli interventi rimarranno nel Fondo di provenienza, per essere destinate a interventi per spese di investimento dei Comuni e delle città metropolitane; le nuove disposizioni troveranno copertura negli stanziamenti residui del Fondo sviluppo e coesione, con le stesse finalità. Da ricordare che oltre al fondo periferie è valido già dal Milleproroghe lo sblocco degli avanzi di amministrazione per i comuni virtuosi (pari a oltre 1 miliardo dal 2018 al 2021). Sono due grandi passi nella direzione di una maggiore flessibilità per gli investimenti locali bloccati negli anni passati dal patto di stabilità interno (prima) e dal pareggio di bilancio (poi).

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