Pluripregiudicato del Clan Cava teme un attentato e sequestra gli infermieri dell’ambulanza

E’ quanto accaduto ad un pluripregiudicato di Atripalda, C.P., quarantenne, in regime di detenzione domiciliare per gravi motivi di salute con una serie di condanne riportate per la sua affiliazione al Clan camorristico facente capo alla famiglia Cava di Quindici. Nella mattina del 25 Settembre 2017 mentre veniva trasportato con l’ autoambulanza della Misericordia al Policlinico di Napoli, per i controlli di routine ai quali viene sottoposto settimanalmente, per un “errore” commesso dall’autista della autombulanza che sbagliava l’uscita in Tangenziale, il pluripregiudicato ha temuto per la sua incolumità, pensando di essere prossimo ad un agguato di stampo camorristico. Con gesto improvviso, pertanto, ha estratto un coltello di 28 cm che aveva occultato sulla propria persona e l’ha puntato alla gola dell’autista del mezzo di soccorso, minacciandolo che se gli fosse successo qualcosa non avrebbe esitato ad ammazzarlo. Minacce venivano rivolte anche all’altro infermiere, che si trovava seduto sul lato passeggeri. Giunti al Policlinico di Napoli, gli infermieri e la moglie del pluripregiudicato, anch’essa presente all’interno del mezzo di soccorso, allertavano i Carabinieri presenti nel plesso ospedaliero che provvedevano quindi a disarmare C.P. ed a tradurlo nel Carcere di Secondigliano. Particolarmente toccanti le testimonianze rese in aula dai volontari della Misericordia di Atripalda che hanno raccontato nei minimi particolari gli attimi drammatici vissuti nell’autoambulanza sotto la minaccia del coltello impugnato dal quarantenne. Sentita anche la moglie dell’imputato, la quale ha giustificato l’accaduto evidenziando gli ultimi attentati subiti dalla sua famiglia e dal marito in particolare, al quale di recente hanno bruciato anche l’autovettura parcheggiata davanti casa. Nella giornata di ieri, dinanzi al Tribunale di Napoli, Presidente Dott. Lucarelli, sono cadute quasi tutte le accuse mosse nei confronti del pluripregiudicato che era accusato di numerosi gravi reati, tra cui la violenza privata, il sequestro di persona, i maltrattamenti in famiglia, le minacce gravi ed il porto di arma fuori dalla propria abitazione. C.P., infatti, difeso dal suo legale di fiducia, l’avvocato Rolando Iorio, è stato assolto da tutti i capi di imputazione riportando una condanna a mesi otto di reclusione soltanto per il reato di minaccia grave e per quello di porto abusivo di arma. Il pluripregiudicato, inoltre, aveva già ottenuto gli arresti domiciliari a far data dal mese di Novembre 2017.

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