Pm10, presentato lo studio da cui emerge la scarsa affidabilità dei dati ufficiali

auto fumoPresentato questo pomeriggio a Palazzo Mosti uno studio sulla presenza di polvere sottili in città da cui emerge la scarsa affidabilità di alcuni dati rilevati dalle centraline dell’Arpac collocate in città. “Non è stato facile in questi anni controbattere i dati ufficiali diffusi da un organismo di controllo – ha spiegato il sindaco Fausto Pepe -, ma da alcune comparazioni effettuate con i dati registrati in particolari condizioni meteorologiche è emersa una chiara ed evidente contraddizione. Ora, per fortuna, anche l’Arpac ha deciso di apportare alcuni correttivi al sistema di rilevamento e la situazione dovrebbe tornare alla normalità. Purtroppo, resta l’amarezza per il danno di immagine subito in questi anni dalla città di Benevento, i cui dati sono stati ritenuti peggiori persino delle città a maggiore presenza industriale del Paese”.

Un concetto ripreso anche dal dirigente Giuseppe Moschella (che ha ricordato le chiusure domenicali al traffico per tentare di arginare il fenomeno delle polveri sottili) e dall’assessore all’Ambiente, Enrico Castiello, che ha aggiunto: “Da molti anni si è ormai cronicizzata l’idea che la qualità dell’aria nella città di Benevento sia pessima. In tutte le classifiche ambientali, nonostante si tratti di una piccola realtà con 62 mila abitanti e 130 chilometri quadrati di territorio, gli sforamenti per le pm10 registrati alle centraline dell’Arpac hanno fatto sì che emergesse l’immagine di una città dall’aria irrespirabile, con punte di inquinamento peggiori di aree industrializzate come Taranto o di metropoli come Napoli, Roma o Milano. Una vicenda che ha sempre lasciato molti dubbi, pur tenendo nel giusto conto i fattori geomorfologici che rendono poco agevole il ricambio d’aria”.
Di qui la scelta operata dall’assessorato all’Ambiente di effettuare un approfondimento sulla questione delle centraline di rilevazione dell’aria.
Il quadro che è emerso – secondo l’assessore Castiello – è stato il seguente:
fino al 31 dicembre 2014 Benevento ha avuto in funzione due centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria (via Flora n. 31 e via Pacevecchia n. 32);
la centralina n. 32 di via Pacevecchia è stata sempre avversata dall’Amministrazione, fin dal lontano 2007, poiché non rispondente ai dettami ISSPRA (è collocata nelle adiacenze di un incrocio, a circa metri 3, e sul marciapiede). Pur ritenuta non idonea – come da nota Arpa Campania del 2008 – ha continuato a monitorare fino al 2011 fornendo dati ufficiosi e, senza che nulla intervenisse a modificare la situazione, ha nuovamente registrato dati ufficiali negli ultimi anni;
dal 1° gennaio 2015 è entrata in funzione una nuova centralina nella zona industriale ASI e contestualmente è stata disattivata la centralina n. 32 di via Pacevecchia.
nel maggio 2015 è stata attivata una nuova centralina in zona Stadio Ciro Vigorito. Le centraline ufficiali sono quindi diventate 3;
nell’anno 2015, fino all’ultimo rilevamento pubblicato, si sono registrati i seguenti risultati:
centralina di via Flora: n° 37 sforamenti da pm10
centralina ASI: n° 3 sforamenti da pm10
centralina zona Stadio: n° 0 sforamenti da pm10
“Come si evince facilmente dal quadro complessivo appena evidenziato – ha proseguito l’assessore Castiello – gli sforamenti della centralina di via Flora risultano eccessivi per una città come Benevento, che in soli 75 giorni ha sforato i limiti ben 37 volte. E’ la stessa fotografia degli anni scorsi. Di qui il dubbio legittimo, non solo nostro, sulla funzionalità delle centraline. Persino il CNR di Ercolano nei mesi di febbraio e settembre ha fatto sorvolare la città con velivoli “Sky” per comprendere meglio le ragioni del primato negativo di Benevento in materia di qualità dell’aria. Alla luce di questa situazione, l’assessorato all’Ambiente all’inizio del mese di aprile ha deciso di avviare uno studio sui dati registrati dalla centralina, rapportandoli in particolare alle condizioni meteo”.
Dalle verifiche effettuate dal meteorologo Alberto Fucci sono state riscontrate le seguenti e singolari anomalie:”In condizioni meteo con 38,4 mm pioggia e/o 40 nodi di vento la centralina ha registrato numerosi sforamenti. Condizioni, quest’ultime, che com’è noto normalmente abbattono a terra la permanenza di polveri sottili sospese nell’aria. E, invece, in condizioni meteo di questo tipo si è arrivati a registrare ben 37 sforamenti da gennaio a marzo 2015”.
Inoltre, nello stesso periodo si è rilevata anche una forte disparità tra le due centraline ufficiali della zona Asi e di via Flora.
“A margine – ha proseguito l’assessore Castiello – va annotata anche una curiosa coincidenza notata dal comandate Moschella: la centralina di via Flora ha costantemente registrato sforamenti in concomitanza con i picchi di altre due apparecchiature regionali. In ogni caso, lo scorso mese di luglio la stessa Arpa Campania ha inviato una nota al Comune di Benevento contenente altri dati ufficiali relativi alla città a seguito di una rilevazione alternativa voluta dall’Arpac stessa. In base a questi nuovi dati, gli sforamenti da pm10 ufficiali nel periodo 1° gennaio – 15 marzo 2015 sono passati da 37 a 12. Circa il 70% in meno rispetto ai dati precedenti. Un ridimensionamento che fa di due dubbi una certezza: i rilevamenti sono stati errati per un tempo indefinito. Nella nota è la stessa agenzia regionale ad annunciare la sostituzione della centralina di via Flora, chiedendo al Comune di Benevento di voler individuare nella stessa area un luogo più idoneo al campionamento e, soprattutto, in linea con i dettami ISSPRA. Di fatto, quindi, un’ammissione di inidoneità della stessa”.

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