Poc cultura: pioggia di fondi su Salerno e provincia.

Su 30 progetti finanziati ben 10 arrivano da Salerno e provincia. Una situazione che rischia, seriamente, di mettere in estrema difficoltà tutto l’appoggio che gli amministratori locali continuano a dare al presidente della giunta regionale Enzo De Luca. Stiamo parlando dei finanziamenti relativi al Poc turismo, attesi da tanti comuni per strutturare una parvenza di offerta di penetrazione del territorio basandosi su manifestazioni artistiche. Tra gli esclusi, ad esempio, anche i comuni della Valle Caudina tranne l’eccezione di Montesarchio. Tanto è bastato per far diventare ieri, appena è stara resa nota la graduatoria,, a far diventare roventi i telefoni dell’assessore regionale al ramo Corrado Matera e di tantissimi consiglieri regionale di maggioranza. A tarda sera, per cercare di calmare gli animi, è arrivata la notizia, ancora ufficiosa, che ci sarà un ulteriore stanziamento di circa un milione ed ottocentomila euro per accontentare gli esclusi. Questi soldi dovrebbero arrivare dalle rinvenienze dei fondi europei, spesi in altri campi. Insomma, una sorta di operazione contabile per placare l’ira degli amministratori locali. A questo punto, però, è necessario analizzare bene la situazione. Se è stata fatta un’ingiustizia sarebbe necessario intervenire per sanare il guasto, magari rifacendo la graduatoria. Anche perché diversi progetti sono stati finanziati anche se non erano adeguati al piano economico, tanto è vero che alcuni comuni starebbero approntando anche dei ricorsi. Lo sviluppo turistico, sopratutto quello delle zone interne, in special modo quello invernale, necessita di una seria programmazione e non di mance. E’ necessario premiare i progetti che vanno verso questa direzione, che siano seri ed incisivi. Fare altro vuol dire solo permettere al sindaco o all’assessore di turno di fare del becero clientelismo che non serve a nessuno. Siamo nel 2018, certe pratiche dovrebbero essere consegnate per sempre agli archivi del secondo novecento. L’altra questione riguarda un presidente di regione che ha saputo spostare il cosiddetto napolicentrismo verso un salernocentrismo. Tutto questo nel più assordante silenzio del suo partito di riferimento, il pd, e dei consiglieri regionali.

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