Presentata istanza di scarcerazione per l’avv.Maria Virginia Cantone.

Gli avvocati Sergio Clemente e Dario Vannetiello hanno presentato al tribunale del Riesame di Napoli, istanza di scarcerazione per Maria Virginia Cantone. Si tratta dell’avvocato cervinarese, già nota alle cronache nazionali per essersi spacciata per la sorella del presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone. La donna è tornata in carcere, attualmente è associata presso la sezione femminile del carcere di Bellizzi Irpino ad Avellino, mercoledì 29 agosto con l’accusa di truffa aggravata, falso e circonvenzione di incapaci. La misura restrittiva è stata emessa dal gip presso il tribunale di Avellino D’Onofrio e richiesta dal pubblico ministero della procura della repubblica del capoluogo irpino D’Onofrio. Tra le altre ragioni è stato emessa ordinanza di custodia cautelare in carcere in quanto la 53enne cervinarese è stata condannata, per reati simili, ad un anno e sei mesi, con pena sospesa. La sentenza è diventata definitiva nel febbraio del 2016. Gli avvocati Clemente e Vannetiello hanno chiesto l’annullamento totale o parziale dell’ordinanza del gip Ciccone. La settimana prossima sarà fissata l’udienza. Ricordiamo che il tribunale del riesame è composto da tre giudic che, in questo caso, dovranno valutare se Maria Virginia Cantone potrà restare o meno a piede libero nell’attesa del processo. Sono due gli episodi contestati dalla procura della repubblica di Avellino per la cervinarese che il 18 marzo scorso fu tratta in arresto anche a Foggia. In questo caso,la donna avrebbe truffato più di 260 mila euro ad una famiglia di Napoli, facendo loro credere che i soldi ricevuti per l’indennizzo della morte della madre in un incidente stradale, dovessero essere versati su un libretto postale, intestato ai figli minorenni. Questa prima vicenda ha fatto talmente scalpore che è intervenuta, per stigmatizzare il comportamento dell’avvocato l’associazione nazionale familiari delle vittime della strada. Nel secondo caso, come avvenuto a marzo a Foggia, la Cantone, tra le altre cose, ha sfruttato l’omonimia con il presidente dell’Anac. Ad una coppia di Pesaro avrebbe inviato mail false, a firma del fantomatico fratello ed altre ancora con un indirizzo di posta elettronica intestato al consiglio di stato. Ora toccherà al riesame di Napoli decidere sulla sua sorte.

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