Prime ammissioni: “Pizza gestiva giri di mazzette”.

Gli imprenditori e i funzionari dell’Agenzia delle Entrate destinatari di misure cautelari sono stati sottoposti all’interrogatorio di garanzia: davanti al Gip hanno sostanzialmente ammesso i fatti, chiamando in causa Raffaele Pizza. E dopo il blitz di lunedì le indagini stanno andando avanti, focalizzandosi soprattutto sull’ultima documentazione sequestrata. Al momento non ci sarebbero altri appalti o cariche istituzionali sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti. Dagli atti emergerebbe che Raffaele Pizza volesse controllare le inchieste per poi poterle evitare. Secondo le intercettazioni e gli atti, Orsini avrebbe versato a Marotta e a Pizza 42mila euro provenienti da una società a lui riconducibile.
Marotta: «S’è preso 10mila euro per ristrutturare la…».
Pizza: «Non li devi toccare, sono divisi. Aspetta che li conto così vedo quanti sono (si sente sfogliare, ndr ) 18, 19 e 20, 25, 26, 27, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 40, 41, 42. Perfetto».
Marotta: «Ci troviamo?»
Pizza: «Ci troviamo alla grande».
Nel senso che i conti della mazzetta tornano perfettamente.
La volontà di poter «controllare» le inchieste per ‘evitarle’ è un po’ il pallino di Pizza. Dalle intercettazioni emerge che nel mirino del faccendiere c’era la gestione del software per il ‘trattamento informatizzato atti processuali’ (Tiap), perché «i tecnici avranno la possibilità di guardare la fase di indagine preliminare…».

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