Provincia di Avellino. Gambacorta auspica continuazione del suo metodo di governo

Domenico Gambacorta è pronto a candidarsi anche a semplice consigliere. Lo farebbe per dare il proprio contributo al prosieguo di un percorso, durato quattro anni che ora sta dando anche i dovuti risultati. Il presidente uscente della provincia si è sforzato di governare palazzo Caracciolo in un momento di forte crisi, chiedendo il contributo di tutte le forze in consiglio. Gambacorta non può ricandidarsi come presidente, in quanto ad Ariano Irpino, dove è sindaco, si torna alle urne nella primavera del 2019, in concomitanza con le europee. La legge non consente ai sindaci che hanno meno di 14 mesi di mandato di potersi candidare a presidente. Per lui, quindi, sono iniziati gli ultimi due mesi di governo, visto che si vota il 31 di ottobre, ma questo non gli impedisce di pensare anche al futuro. Numeri alla mano, a meno di un suicidio del Pd, la presidenza dovrebbe andare a via Tagliamento ma Gambacorta si augura che ci possa essere una continuazione del suo metodo di governo, Ricordiamo che la legge da al presidente un potere assoluto. Il consiglio, infatti, è solo consultivo ed in alcun modo può sfiduciare il presidente che è un organo monocratico, ossia, è anche giunta. Gambacorta, quindi, volendo avrebbe potuto governare senza rendere conto di niente. Nel 2014, invece, quando fu eletto a sorpresa, sconfiggendo l’allora sindaco di Avellino Foti decise di chiedere il contributo di tutti. Ed, infatti, in questi quattro anni nessuna polemica politica ha interessato palazzo Caracciolo. Ora bisognerà vedere se il suo erede avrà la stessa capacità, in attesa che, finalmente, il nuovo parlamento si accorga delle province e ridia ai cittadini il diritto di eleggere gli organi di governo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.