Quando al Lavoro non sono estranei Cuore, Passione, Umanità.

La CGIL di Benevento esprime grande soddisfazione per il lavoro portato avanti dalla Procura della Repubblica di Benevento che, in questi gironi, sta sequestrando alcuni fatiscenti centri di accoglienza di migranti. Era il 2016, quando sollevammo il problema della gestione dei centri di accoglienza e quello che si consumava all’interno di essi, in piena solitudine, portando la questione alla ribalta nazionale. Le nostre denunce alla Prefettura di Benevento non ebbero riscontro, quindi ci rivolgemmo alla magistratura. Abbiamo, con la nostra azione, posto con forza iI problema dei migranti allocati nelle nostre terre: non vi sono mediatori culturali che insegnino loro la lingua Italiana, in modo da poter consentire una integrazione reale ed effettiva con la comunità locale; non viene consegnato il vestiario per poter far fronte alle varie stagioni che si susseguono; non tutti percepiscono il poket money; strutture super affollate, come quella della Madonna della salute, dove solo a seguito della nostra visita e della nostra denuncia, la Prefettura ha disposto lo spostamento di 50 rifugiati. Le strutture oggetto d’attenzione della Procura non hanno il rispetto minimo delle norme igienico-sanitarie: pozzi dove scaricano le grondaie, la cui acqua viene utilizzata come acqua potabile, da bere e per lavarsi; camere da letto super affollate, con 10 postazioni ciascuna; assenza di acqua calda per le docce; mancato riscaldamento (abbiamo notato che in alcune strutture è installato, ma non è messo in funzione); pulizie non garantite, nemmeno quelle minime; 2 bagni per 37 immigrati (struttura di Tocco Caudio), 2 bagni per 80 persone (struttura Madonna della Salute; prima dell’intervento da noi sollecitato erano 120 ospiti per 2 bagni). Oggi possiamo dire che la giustizia sta facendo il suo corso, che per la nostra città e la nostra Provincia vengono scritte nuove pagine di storia, diverse, fatte di dignità, umanità, tutele, recupero, speranza. Sì, speranza. Speranza di avere una vita regolare, un luogo dignitoso dove vivere, speranza per un futuro fatto di diritti, di libertà, di tutele, di integrazione, di ascolto. Ci è chiaro che queste situazioni vengono gestite in uno stato di emergenza, ma, dopo qualche mese, dovremmo essere in grado di fornire a questi uomini e a queste donne un vivere quotidiano dignitoso, sapendo il grado di sofferenza e di disperazione che li ha costretti ad intraprendere il viaggio della speranza, su barconi fatiscenti. In questi giorni, per questi nostri fratelli è partito un nuovo viaggio, quello del rispetto!!! Infine, auspichiamo, dopo l’intervento della Procura, la convocazione di un tavolo presso la Prefettura, da noi più volte sollecitato, dove, insieme alle forze sociali ed ai Sindaci dei Comuni, si possa concordare un diverso modello di accoglienza e di integrazione, visto il fallimento del precedente.

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