Quegli unioversitari che non sanno scrivere perchè non leggono. La nota di Franco Petraglia.

Provo rammarico per quegli universitari “bocciati” in italiano. “Troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente”. Queste sono le dolenti note contenute nella lettera inviata da oltre 600 docenti al governo in febbraio scorso. Senza voler assurgere a pedagogo o a moralista, vorrei dire candidamente a questi studenti che i libri sono una fonte di arricchimento non solo culturale, ma anche intellettivo, sociale, etico e morale. Ogni libro contribuisce, in qualche modo, a renderci una persona migliore, a cambiare una parte di noi, a cambiare il modo di intendere la vita. Gustave Flaubert, uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, diceva: ” Leggete per istruirvi e per vivere” E il grande Cicerone sentenziava: “Una stanza senza libri è un corpo senza anima”. Riflettete, cari studenti, per migliorare il vostro status. Ne va del vostro patrimonio culturale e del vostro avvenire.

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