“Questo è il muro… dell’omertà”.

Una rappresentazione di teatro civile, dal titolo emblematico, “Questo è il muro… dell’omertà”, con l’intensa partecipazione degli studenti in scena e in platea e, a seguire, un qualificato dibattito con autorevoli presenze istituzionali: è stato questo l’evento organizzato, a chiusura del progetto del Miur in ricordo delle vittime del terrorismo, dall’Istituto Carafa Giustiniani, che ha ospitato anche la mostra fotografica ”Luci dal buio Mafia ed Antimafia: immagini per un inventario”, curata dal generale dei Carabinieri, Fausto Milillo. Il dirigente scolastico, Giovanna Caraccio, con comprensibile orgoglio, ha svolto nel suo intervento un duplice ringraziamento: innanzitutto ai ragazzi che, con il supporto della Solot, hanno realizzato una bella performance teatrale e poi alle autorità, a partire dal prefetto Paola Galeone, presente ancora una volta a Cerreto Sannita, a dimostrazione della personale sensibilità per i giovani e per la scuola e della continuità e qualità delle attività del Carafa Giustiniani. Lo spettacolo, infatti, è stato solo l’atto conclusivo di un iter operativo fatto di iniziative convegnistiche e laboratoriali. Il prefetto Galeone ha ricordato l’atroce delitto di mafia del piccolo Santino Di Matteo e si è detta convinta che solo investendo sui giovani si fa buona semina per il raccolto futuro. Il prefetto ha fatto poi riferimento alla necessaria sinergia tra scuola e istituzioni, concetto ripreso dal questore Bellassai, che, con efficacia, ha affermato l’importanza di presidiare il territorio, non solo per prevenire o reprimere i reati ma per diffondere la cultura della legalità. Il Questore ha invitato a diffidare dei “professionisti” dell’antimafia e ha ammonito a non perdere la memoria del passato e il ricordo dell’impegno, fino al sacrificio della vita, di uomini come Falcone, Borsellino e Impastato. Importanti i contributi del sindaco di Cerreto, Parente, che nel suo saluto ha espresso apprezzamento nei confronti del Carafa-Giustiniani che svolge un ruolo importante sul territorio e di quello di San Salvatore Telesino, Romano, che ha affrontato temi di grande rilievo quali l’ambiente e l’immigrazione, stigmatizzando atteggiamenti razzisti e auspicando, al contrario, l’esigenza di aprirsi al mondo e di impegnarsi per l’integrazione. La coordinatrice del progetto, Simonetta Rivellini, ha manifestato apprezzamento per l’autrice del testo, Marialaura Simeone ed ha elogiato il lavoro della Solot e dei ragazzi, impegnati a veicolare, con il teatro, temi così pregnanti: il messaggio di legalità passa e cresce con loro, con i giovani, che devono ritrovare fiducia nella scuola e nelle istituzioni. La prof.ssa Rivellini ha concluso il suo intervento ringraziando la dirigente Caraccio, sempre pronta ad assecondare le iniziative e a cogliere le opportunità utili ad arricchire l’offerta formativa dell’Istituto.

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