“Questo non è amore”, a Benevento il camper della Polizia di Stato

Prosegue la campagna di sensibilizzazione “Questo non è amore”, promossa dalla Questura di Benevento, finalizzata alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere. Questa mattina il camper della Polizia di Stato è ritornato a Benevento facendo tappa, per qualche ora, in Piazza Castello. Il camper antiviolenza, attrezzato come aula didattica multimediale itinerante, ha accolto gli studenti del Liceo Classico “Pietro Giannone” e del Liceo “Giuseppina Guacci” di Benevento. A prendere parte all’incontro anche numerosi cittadini, il Questore di Benevento dott. Giuseppe Bellassai e il Prefetto di Benevento dott. Francesco Antonio Cappetta che con la loro partecipazione hanno voluto sottolineare l’importanza di questa attività di sensibilizzazione e di informazione promossa dalla Polizia di Stato a favore delle donne vittime di violenza. L’iniziativa vuole agevolare e favorire un contatto diretto con le potenziali vittime e offrire il supporto di una equipe multidisciplinare composta da funzionari e operatori specializzati della Polizia di Stato insieme ai referenti delle associazioni antiviolenza. Un progetto per dare coraggio ed essere vicini a chi denuncia, per combattere il fenomeno del femminicidio e dei maltrattamenti in famiglia. “Prima ancora di essere un reato – evidenzia il Questore – la violenza contro le donne è una problematica di natura culturale e sociale. La sensibilità e l’attenzione mostrate dalle Istituzioni scolastiche, dagli studenti, dai cittadini negli incontri di questi mesi con il camper della Polizia di Stato sono positive e di grande importanza perchè il tema della violenza riguarda tutti. È importante non farsi trovare impreparati, investire sulla cultura della prevenzione, farsi portavoce di un messaggio diffuso di legalità. Il nostro obiettivo, come Polizia di Stato, è quello di andare a colpire il sommerso perché in questo tipo di reati la paura di una vittimizzazione secondaria molto spesso è il motivo principale che induce le donne a non esporsi e a non denunciare”.

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