Raffaele Pizza e l’amicizia con Massimo Sarmi ex amministratore di Poste Italiane.

Tra le “altissime cariche istituzionali” con cui il faccendiere Raffaele Pizza, fratello dell’ex sottosegretario del governo Berlusconi, Giuseppe, aveva “legami” e “ragioni di credito” c’era anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano o meglio con un suo familiare: il fratello. È stato il gip, nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di 24 persone tra cui il deputato Ncd Antonio Marotta, a mettere l’accento su una liason pericolosa tra i politici corrotti e l’inquilino del Viminale. Lunedì il ministro aveva difeso Marotta dicendo: “Siamo convinti che riuscirà a dimostrare la sua assoluta estraneità”. Pizza, intercettato dai finanzieri – è il 9 gennaio 2015 – vantava (o millantava?) di aver fatto assumere in una società delle Poste il fratello del ministro. Stando a quanto riportano Repubblica e Corriere della Sera, le Fiamme Gialle hanno intercettato una conversazione tra Pizza e il collaboratore del ministro Davide Tedesco che parlavano appunto dell’incarico fatto avere al congiunto del leader del Nuovo Centrodestra. “Pizza sostiene di aver facilitato, grazie ai suoi rapporti con l’ex amministratore Massimo Sarmi, l’assunzione del fratello del ministro in una società del Gruppo Poste”, annota la Gdf nelle carte dell’indagine che ha fatto emergere una rete di contatti imperniata su Pizza. E Alessandro Alfano è stato nominato nel 2013 dirigente di Postecom, la società dei servizi internet di Poste italiane. Prima di arrivare a Poste il fratello del ministro era stato segretario generale di Unioncamere Sicilia (dal novembre 2006 all’agosto del 2013). Segue la conversazione telefonica tra Pizza e Tedesco, con il primo che spiega: “Angelino lo considero una persona perbene un amico… se gli posso dare una mano… mi ha chiamato il fratello per farmi gli auguri…tu devi sapere che lui come massimo (di stipendio,ndr) poteva avere 170.000 euro… no… io gli ho fatto avere 160.000. Tant’è che Sarmi stesso gliel’ha detto ad Angelino: io ho tolto 10.000 euro d’accordo con Lino (il soprannome di Pizza, ndr), per poi evitare. Adesso va dicendo che la colpa è la mia, che l’ho fottuto perché non gli ho fatto dare i 170.000 euro… cioè gliel’ho pure spiegato… poi te li facciamo recuperare…sai come si dice ogni volta… stai attento… però il motivo che non arriviamo a 170 è per evitare che poi dice cazzo te danno fino all’ultima lira. Diecimila euro magari te li recuperi diversamente”. Tedesco allora sbotta: “Ma non lo dice come è entrato lì il “sistema” per gestire gli appalti”.

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