Relazione Sindaco di Avellino al Consiglio comunale.

paolo-foti-sindaco-di-avellinoSignor Presidente, colleghi Consiglieri, Assessori, Cittadini,
quando ho deciso di candidarmi a Sindaco di Avellino l’ho fatto promettendo prima a me stesso e poi logicamente all’intera comunità avellinese di fare tutto quanto in mio potere di Sindaco, se eletto, per migliorare la nostra città, rompendo certi “schemi” o “consuetudini” che, specie negli ultimi anni, erano stati adottati all’interno di questo Palazzo per il governo della città di Avellino. Ebbene, il risultato elettorale ha dimostrato un grande desiderio di cambiamento rispetto ad un passato, specie prossimo, di governo della “cosa pubblica locale”.
Questo desiderio di cambiamento è andato in verità via via consolidandosi già nel corso della campagna elettorale, alimentato da un impegno entusiasmante, da una nuova volontà di partecipazione e di “poter contare” nella vita pubblica, per riappropriarsi e per definire luoghi e spazi dell’abitare quotidiano, vicini ai tempi e alle esigenze della vita personale e comunitaria.
A me, a noi tutti che sediamo in questa Sala Consiliare, con grande senso di responsabilità tocca portare avanti questo cambiamento, dando sostanza al desiderio di quanti desiderano essere protagonisti delle scelte della nostra città, sperimentando modi e spazi, nei quali sia possibile immaginare e strutturare un’azione amministrativa efficace per la costruzione di una città per tutti. Avellino ha bisogno di partecipazione, ha bisogno di coesione, ha bisogno di nuove idee e di persone che si battano per realizzarle.
Signori Consiglieri, voi e io siamo stati eletti, la popolazione ci ha scelti, a lei risponderemo del nostro lavoro e del nostro agire. Da quando mi onoro di occupare la carica di Sindaco ho sempre costantemente presente che essa mi è stata affidata per essere gestita con responsabilità, e voi Signori Consiglieri, tutti, di maggioranza e di opposizione, avete il mio stesso gravoso, ma al tempo stesso nobile impegno: quello di restituire agli avellinesi una città migliore.

Avellino e gli avellinesi, tutti, sono il centro del mio impegno, e devono esserlo anche per tutti voi; Avellino e gli avellinesi sono il valore incommensurabile del mio “stare qui”, che si somma al vostro “stare qui”!
Amministrare un territorio è costruire e promuovere il “bene comune”, espressione questa, “bene comune”, molto spesso abusata, ma alla quale è necessario ridare contenuto vero! “Bene comune” è acqua, aria, terra, cultura, lavoro, inclusione: beni individuali e collettivi, che vanno tutelati e difesi, perché siano a disposizione di tutti.
Ma “bene comune” è indiscutibilmente ridare senso e dignità al NOI e cancellare l’io. Uno degli impegni che in qualità di Sindaco ho preso con i miei concittadini è stato ed è quello di “riammagliare il centro con le periferie”, una “periferia” che se non sana, come nel caso dell’area dove sorge l’Isochimica, va sanata, o meglio ancora, risanata!
“Riammagliare il centro con le periferie” dicevo; ebbene, per fare ciò, per raggiungere cioè questo obiettivo sin dal mio insediamento qui a Palazzo di Città ho sempre voluto, ed ho chiesto a quanti mi affiancano nella quotidiana azione civica amministrativa di dare voce e spazio ai gruppi spontanei nati nei quartieri, importanti per il loro ruolo di mediazione nella partecipazione concreta dei cittadini sui problemi della città e in grado di proporre soluzioni ai problemi delle singole zone.
Che ben vengano quindi, dieci, cento, mille iniziate come quella della realizzazione del Murale dell’artista Millo a Borgo Ferrovia di qualche settimana fa, se esse, come nel caso specifico, possano costituire occasioni di sana aggregazione, e soprattutto manifestazione di concreta vicinanza e ascolto da parte dell’Amministrazione alle sue periferie, che devono diventare sempre più centro, “riammagliandosi” appunto con esso, perché Avellino è una, ed una sola!

Ho sempre ascoltato sin dall’inizio del mio mandato, e lo farò sino alla fine, e chiederò alla mia Giunta di farlo sempre, quotidianamente, le tante associazioni culturali, sociali, sportive, imprenditoriali e sindacali; e ciò per la ricerca di idee e soluzioni, che siano le migliori possibili per costruire una dimensione più vivibile e un territorio sociale più ricco, aumentando il senso di appartenenza e la coesione sociale e dando vigore a tutti i campi: l’economia, il lavoro (specie per i giovani), l’impresa, il welfare, la cultura.
Il mio personale agire è stato sempre trasparente, le mie scelte motivate e chiare. Io, in qualità di Sindaco di questa città, ho il dovere e la responsabilità di rendere conto delle mie azioni ad ogni abitante della nostra Avellino; e anche voi, Signori Consiglieri, dovete dare conto alla città. Ciò che io, e ciò che voi Signori Consiglieri decidiamo per Avellino in quest’aula deve avere un denominatore comune, al di là degli schieramenti: l’interesse della città!
Una comunità senza regole chiare e uguali per tutti non è una comunità giusta.
La parola Sindaco ha origini greche ed è composta da due parole che tradotte in italiano sono quelle di insieme e giustizia. Un Sindaco è, quindi, colui che amministra in modo giusto. Ma chi decide cosa è giusto? Sono convinto che amministrare in modo giusto sia davvero garantire equità ad ogni cittadino, renderlo protagonista delle sue scelte e far si che, da osservatore e fruitore di servizi, diventi protagonista della vita quotidiana. Vuol dire mettere da parte favoritismi e gestione personalistica dei servizi. Vuol dire mettere da parte visibilità e successi personali e mettere sempre al centro la comunità.
Signori Consiglieri, Assessori, Cittadini, nella mia vita ho sempre creduto che l’umiltà vince su tutto!
Sin dal mio insediamento qui a Palazzo di Città ho costantemente declinato questa parola, umiltà, come modo di fare politica e amministrazione.
Umiltà è la forza di stare accanto alle persone, sempre con costanza e tenacia, di calarsi dentro ogni situazione, con atteggiamento sobrio, di servizio, con la forza della condivisione.
Ebbene, con questo spirito di umiltà e di servizio sono qui, oggi in quest’Aula Consiliare, per rinnovare il mio “patto” con la città di Avellino, che è fatto di impegno totale e senza condizioni, da portare avanti e mantenere insieme ai nuovi collaboratori di Giunta, che qui oggi vi presento, e che si presentano a voi signori Consiglieri e alla città tutta, consapevoli, come è giusto che sia, del dovere e della responsabilità cui sono stati chiamati. Sono 7 nuovi Assessori che vanno a “sostituire” altri 7 miei collaboratori, che ho già pubblicamente ringraziato, e che ancora una volta ringrazio per il lavoro svolto.
Signori Consiglieri, miei Concittadini, ho ritenuto opportuno imprimere – e di ciò mi assumo come sempre le mie responsabilità – in alcuni settori chiave della vita amministrativa, un cambio di passo, con la nomina dei nuovi Assessori, che possa consentirci di governare la città con maggiore forza e rinnovate motivazioni.
Un cambio di passo che dovrà essere avvertito da Voi, consiglieri comunali, e soprattutto dai cittadini, a cui chiedo comprensione, collaborazione, coinvolgimento e partecipazione maggiore alla vita amministrativa, perché una città senza cittadini, un’Amministrazione senza le giuste sollecitazioni, che debbono arrivare soprattutto dalla società civile, e da questo Consiglio comunale certamente, non può amministrare nulla.
Per questo chiedo a Voi tutti, consiglieri comunali, nel ringraziarvi per quanto in questi due anni avete fatto per la città di Avellino, di dare sostegno a questo nuovo Esecutivo, chiedendovi, se possibile, uno sforzo ancora maggiore, fatto di coerenza e chiarezza nelle vostre valutazioni.
Sono io, in qualità di Sindaco, a chiedervelo qui in quest’Aula; ma è, credetemi, Avellino che ve lo chiede. Perché Avellino, e gli avellinesi tutti, hanno bisogno di chiarezza e di impegno ancora maggiore, da parte mia e vostra, per la risoluzione dei problemi.
Credetemi, Avellino, in questo delicato momento storico di tutto ha bisogno meno che della “confusione”, e del porsi, come vorrebbe invece qualcuno “l’un contro l’altro armati”.
Io, in qualità di Sindaco farò le mie proposte; la giunta, composta da energie nuove, è pronta ad operare. La linea per i prossimi tre anni che restano a questa Amministrazione ve lo assicuro, è tracciata. Mi aspetto lo stesso da parte vostra Signori Consiglieri. Lo chiedo e me lo aspetto da parte di quella maggioranza che non può pensare di amministrare la città dividendosi o attraverso conferenze stampa e dichiarazioni che non fanno, consentitemelo, onore alla politica, e soprattutto non fanno bene a questa città e ai suoi abitanti che abbiamo il dovere, e sottolineo, il dovere, di amministrare e difendere dal declino e dalla marginalità!
Chiedo quindi alla maggioranza, tutta, di questo Consiglio Comunale, di sostenere l’azione amministrativa che questo Esecutivo nei prossimi mesi porrà in essere, non per tornaconto personale, non per “salvare” le “poltrone” sulle quali oggi sediamo, grazie alla fiducia accordataci due anni or sono dal responso elettorale, ma solo ed esclusivamente per il bene comune della nostra Avellino, e per quello dei suoi abitanti.
All’opposizione chiedo non l’appoggio nelle scelte di questa Amministrazione – lo so che non rientra nel suo ruolo, nella sua “natura” – ma di porsi in maniera critica sì, se necessario, ma una critica costruttiva e non demolitrice.
“Demolire” non serve, e non porta a nulla di buono. Demolire significa produrre solo macerie, e in questa città di macerie nel corso della sua più che millenaria storia, di macerie, per eventi calamitosi e non, ne sono già state prodotte tante, troppe!
Sono cosciente che le mie ultime decisioni – mi riferisco ai 7 nuovi “innesti” assessorili nell’Esecutivo – hanno prodotto censure, polemiche e – perché no – risentimenti da parte di addetti e non addetti ai lavori. Ebbene ad essi dico con umiltà e serenità che le risposte le potranno dare solo col tempo i fatti.
A certa “politica” chiedo la cortesia di farci lavorare. Chiedo di avere il tempo necessario, concessomi dal risultato delle urne, per poter portare a compimento la mia missione di Sindaco di questa città. Scaduto il mio mandato elettorale, poi, sarò io, e soltanto io, a rispondere nel bene e nel male del mio operato.
Sarò soltanto io a rispondere delle mie decisioni, guardando ognuno negli occhi. Decisioni, comunque, assunte sempre non anteponendo mai un interesse personale agli interessi della città. Guardando sempre al progetto generale, mai a quello personale.
A chi poi, appena qualche giorno fa, ha parlato di “opacità di questa amministrazione” rispondo che la sola “opacità” venuta fuori è stata la menzogna gratuita del risentimento.
Non nutro rancori e non coltivo progetti personali.
Per questo presente che ci vede tutti coinvolti – e quando dico tutti coinvolti non mi riferisco solo alla Giunta e al Consiglio Comunale, ma all’intera comunità – abbiamo il privilegio di poter guidare e di poter determinare le condizioni per la RINASCITA cittadina che – consentitemelo – abbiamo iniziato a tracciare nel corso di questi primi due anni di governo con le cose fatte da questa Amministrazione, e con quelle iniziate e che contiamo, o meglio ancora, ci apprestiamo e ci impegniamo a portare a compimento.
In questi due anni nulla è stato semplice e scontato. Tutto è stato ed è ancora in salita! Ma la costanza, il lavoro, la determinazione, l’amore per la nostra città ci ha spinto e continuerà a spingerci nel credere che un futuro diverso e migliore soprattutto per i nostri figli debba necessariamente esserci!
Certamente anche le politiche regionali degli ultimi anni non hanno favorito lo sviluppo e la crescita delle aree interne, e quindi di Avellino, che come gli altri centri dell’entroterra hanno accusato oltremodo i colpi di questo isolamento in cui siamo stati ingiustamente relegati. Ma oggi abbiamo una nuova possibilità. Confido molto nell’azione del neo Presidente della Regione, che certamente saprà spendersi, per la soluzione di vertenze che da troppi anni affossano i nostri territori e il capoluogo.
La situazione estremamente difficile nella quale ho trovato, due anni fa, le finanze di questo Ente ha imposto un duro lavoro di ricognizione e misure severe che hanno purtroppo avuto quali conseguenze un ulteriore sacrificio per i cittadini, che consiste nell’aumento delle tasse comunali. Tale azione di risanamento è stata resa ancora più urgente e necessaria alla luce dei rilievi della Corte dei Conti, relativamente ai bilanci 2010, 2011e 2012.

Il riconoscimento di debiti fuori bilancio per circa 13 milioni di euro, l’avvio del recupero dell’evasione (con l’urgenza determinata dal rischio prescrizione per una quota significativa dell’evasione presumibilmente accertabile), l’aumento delle aliquote comunali (sia pure restando nella media dei comuni italiani e portando da sette a quindicimila euro la fascia di esenzione), la riduzione del contenzioso attraverso azioni di transazione, sono state le coordinate lungo le quali si è dovuta purtroppo, e sottolineo, purtroppo, necessariamente muovere questa Amministrazione, per avviare finalmente un’azione vera e concreta di risanamento delle finanze locali. E che finalmente si sia imboccata la via giusta lo ha dimostrato la nota della Corte dei Conti, che in una comunicazione dello scorso 31 ottobre prende atto delle misure complessivamente adottate e ci invita ad andare avanti lungo la strada tracciata.
Tengo inoltre a precisare che è stata questa Amministrazione, trasparente, e senza padroni, a portare all’attenzione della stessa Corte dei Conti l’esistenza di contenziosi trentennali, manifestando la volontà di porre rimedio con transazioni e pagamenti rateizzati, che ci consentiranno di far fronte a questi debiti, senza gravare su un solo esercizio finanziario.
Voglio ricordare all’Aula e ai cittadini che le amministrazioni precedenti hanno trovato tante difficoltà sulle tematiche dei cantieri, lasciando a questa Amministrazione in “eredità” opere da tempo sospese per motivi di carattere finanziario e non solo.
Io e con me tutto l’Esecutivo, dal primo a quello nato recentemente, abbiamo dovuto affrontare problemi e criticità non dissimili da quelli affrontate da una Giunta insediatasi nell’immediatezza del dopo sisma.
Ci siamo trovati – consentitemela questa similitudine – a scavare per sottrarre i feriti alle macerie. È un’attività che abbiamo svolto con grande impegno, trovando esiti favorevoli in taluni casi e meno favorevoli ed efficienti in altri.
Come più volte detto in questi mesi di apertura e riapertura di cantieri in città, siamo consapevoli del disagio arrecato a tutti i cittadini, ma la necessità di questi interventi ci spinge a proseguire lungo il percorso tracciato, consapevoli che i sacrifici di questi mesi, soprattutto per residenti e commercianti, saranno ripagati.
L’Amministrazione è quotidianamente a lavoro per agevolare e garantire il corretto e sicuro svolgimento delle attività nei vari cantieri cittadini, e il nostro lavoro nelle prossime settimane, aumenterà ulteriormente proprio per assicurare tempi certi per la conclusione degli interventi e quindi per il ripristino di condizioni di normalità e di vivibilità in città.
Insomma, la città si avvia, entro la fine dell’anno, a liberarsi dei cantieri. La partita lavori pubblici è in via di risoluzione. L’obbiettivo resta chiaro, ed è quello di riportare in città flussi economici, imprenditoriali, turistici e commerciali che possano essere volano di crescita e sviluppo per la nostra comunità.
In tal senso aver ripreso dopo 25 anni il “Laceno d’Oro”, giunto alla sua 40esima edizione, o aver riaperto e restituito a funzioni pubbliche Villa Amendola, sede del Museo Civico, sono risultati che vanno in questa direzione. Eppure – e ciò, credetemi, mi addolora – a leggere le cronache quotidiane a volte queste iniziative, o meglio ancora, questi sforzi, questi traguardi, questi risultati sfuggono; si preferisce cioè approfondire più il “politichese” o la conferenza stampa. Ma in questo senso proveremo a dare uno slancio in più.
Ho chiesto ai nuovi assessori di non trincerarsi e di fornire alla comunità e agli operatori dell’informazione ogni novità, ogni aggiornamento, ogni fatto che possa riguardare la vita amministrativa della città. In chiarezza e trasparenza.
L’obbiettivo deve essere anche quello di coinvolgere maggiormente il tessuto delle associazioni culturali presenti in città, anche prevedendo un sostegno ad hoc per quelle iniziative che possono contribuire alla rivalutazione della nostra città. Per far ciò l’Amministrazione intende finalmente fornirsi di un albo delle associazioni cittadine riconosciute e riconoscibili con cui poter stabilire rapporti di collaborazione e di condivisione per la creazione di eventi che possano interessare la città tutto l’anno.
Prima però di entrare nel dettaglio del programma a breve e medio termine che io in qualità di Sindaco con l’Esecutivo ho intenzione di portare avanti nei prossimi mesi, con l’aiuto logicamente anche vostro Signori Consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, permettetemi di dare, umilmente, una indicazione di metodo. Sono convinto che la fase propulsiva dell’azione amministrativa dovrà essere caratterizzata dalla partecipazione attiva dei cittadini e dalla condivisione più ampia possibile. Qui faccio autocritica: probabilmente non sono stato bravo nel comunicare, o meglio ancora, trasmettere, diffondere, quei risultati che pure ci sono stati nel corso di questi primi due anni di governo cittadino. Certamente sono stati più bravi di noi amministratori i soliti “picconatori” a evidenziare le carenze e gli errori che pure abbiamo commesso. Adesso però, dopo questa pausa estiva, voglio ripartire, con l’ausilio del nuovo Esecutivo, con una serenità maggiore, lavorando ancora di più e meglio per il bene della nostra città, e per smentire le tante Cassandre che a parole, e solo a parole, amano Avellino, ma che in realtà, concretamente, vorrebbero vederla precipitare nel baratro, solo per compiacersi della validità delle proprie analisi.
Soprattutto, è mia ferma intenzione provare a ripartire con la consapevolezza, maturata in questa prima parte di esperienza amministrativa, che i maneggi, le lungaggini, i compromessi al ribasso, le estenuanti trattative della politica sono quanto di più lontano possa esserci dalle esigenze e dai bisogni concreti, immediati, ineludibili dei cittadini.
A loro dobbiamo risposte chiare e concrete e a loro assicuro che non lascerò che questa esperienza amministrativa affondi nella palude dei ricatti e dei compromessi. Se in questa Aula c’è qualcuno che intende sacrificare il bene comune sull’altare del proprio tornaconto personale dovrà uscire una volta e per tutte allo scoperto e consegnare il proprio comportamento al giudizio della città. Io vi garantisco che andrò dritto per la mia strada, che è quella indicata a chiare lettere nel programma che con la maggioranza che mi sostiene è stato sottoposto al giudizio degli elettori, ricevendone ampio consenso.
Da domani ripartiremo da ciò che siamo – in questi due anni – riusciti a fare, impegnandoci ancora, e in maniera più forte – io per primo, e con me il mio nuovo Esecutivo – a fare tanto altro ancora, sempre e solo esclusivamente per il bene della nostra Avellino.
Per ciò che riguarda i LAVORI PUBBLICI, completeremo le opere pubbliche bloccate da anni, e che questa Amministrazione ha ereditato da quelle precedenti – e con ciò mi riferisco ai cantieri di Piazza Castello, del Tunnel, della Bonatti e della Collina della Terra – a cui sono andati ad aggiungersi altri cantieri partiti sotto la mia Amministrazione, mi riferisco a Piazza Libertà, a Corso Europa e a Contrada Baccanico.
Per quanto riguarda il Tunnel lo stato dell’arte ci dice che sono partiti i lavori di spostamento delle reti tecnologiche da parte degli enti gestori, attività questa propedeutica alla realizzazione degli ultimi 30 metri di sottopasso, che precisamente vanno dalla rotatoria davanti al Ponte della Ferriera fino a metà discesa di Via Pirrotti (affianco alla farmacia Giliberti). Contestualmente si sta operando anche sulla parte in rilevato, che va dalla fine del Tunnel fino a Via San Leonardo dove è terminata la posa in opera delle strutture portanti prefabbricate del rilevato; in pratica, tecnicamente parlando, si sta realizzando il “riempimento”, e per ciò che riguarda l’attraversamento sul torrente Fenestrelle si sta procedendo alla realizzazione della rotatoria su via San Leonardo. Finita la parte interrata dell’intervento si procederà alla realizzazione del rivestimento interno dello stesso sottopasso.
Per quanto riguarda il cantiere della Bonatti, grazie all’accelerazione della spesa, si è avuta una vera e propria “accelerata” sull’intervento. A fine luglio è stata aperta la corsia a salire davanti alla città ospedaliera e ora si sta operando sulle altre due corsie, in modo tale che in autunno inoltrato si possa aprire tale tratto. Contestualmente è prevista la sostituzione dell’illuminazione al di sotto delle due gallerie e si poseranno i nuovi guard rail – rispettosi della nuova normativa in materia – su tutto il tratto stradale, ovvero fino alla zona di Pianodardine. Per questo ultimo tratto si realizzerà un lotto funzionale il prossimo anno dove si prevederà una rampa di accesso da via Tedesco sulla Bonatti e una rotatoria di smistamento dei vari flussi stradali nella parte sovrastante.
Per ciò che concerne l’intervento sulla Collina della Terra (Piazza Castello, Piazza Duomo e Via del Seminario) è stata realizzata tutta la cinematica della zona del Duomo, comprese tutte le rampe di accesso alle parti basse (Rampa Tofara, Rampa Orologio, ecc). Attualmente resta da fare – per quanto riguarda la cinematica – solo via Duomo la cui realizzazione è pronta a partire.
Oggi, e con gioia, posso finalmente annunciare che Piazza Duomo liberata dal suo necessario ma ingombrante cantiere ha ripreso nuovamente a vivere! Per ciò che riguarda invece l’area archeologica, si sta predisponendo una perizia che verrà consegnata in questo mese. Tale intervento però non impatta su quanto realizzato poiché l’area archeologica è all’interno della zona, cioè tra il Duomo e Via del Seminario. Si riprenderà con gli interventi a metà settembre per riqualificare Via Duomo (in 3 settimane) e a seguire i lavori dell’area archeologica.
Nota a parte merita Piazza Castello, dove nel mese di marzo di quest’anno è stato approvato in Conferenza dei Servizi il progetto di messa in sicurezza permanente del sito. Tale intervento partirà dopo l’approvazione del bilancio. Attualmente si è provveduto alla messa in sicurezza d’emergenza dell’area.
Per questi tre cantieri ereditati da un lungo passato, siamo ottimisti, anche perché si è riusciti a creare una forte sinergia tra tutti i soggetti incaricati (imprese esecutrici, Soprintendenza, tecnici e parte politica).
Per ciò che riguarda invece i cantieri partiti con questa Amministrazione – cioè Corso Europa, Piazza Libertà e Contrada Baccanico – essi sono legati ai fondi europei per cui gli interventi previsti dovranno necessariamente terminare con la fine dell’anno.
L’intervento di Corso Europa sta volgendo al fine. Nelle scorse settimane è terminata la realizzazione del marciapiede di destra a salire del secondo tratto dell’intervento (via Matteotti – via Zigarelli). Si passerà ora a quello opposto per terminare poi con la bitumatura di tutta la strada.
A Contrada Baccanico invece si stanno realizzando tutte le opere stradali (marciapiedi, sottoservizi e strade) in questo periodo di fermo-scuole in modo tale da terminare tali interventi nel mese di ottobre, e ciò per creare il meno possibile disagi alla cittadinanza. Poi si passerà ai tre giardini presenti nel progetto, tra cui Villa Del Franco.
All’inizio di agosto è stata firmata la perizia di variante per Piazza Libertà che introduce i correttivi richiesti, tra cui quelli delle commissioni consiliari, e cioè sostanzialmente la pietra lavica sui tratti carrabili. La ditta incaricata, sollecitata dall’Amministrazione, è pronta a intervenire per la posa in opera della pavimentazione, che moltiplicherà la forza lavoro in campo.
In aggiunta a questi ci sono anche altri interventi in città che hanno un elevato valore. C’è da ricordare l’efficientamento energico della pubblica illuminazione, che porterà un notevole risparmio economico e che eliminerà i cavi elettrici in quota.
La visione a 360 gradi della città di chi vi parla, condivisa dall’Esecutivo, ha ritenuto opportuno un intervento di manutenzione straordinaria delle strade cittadine. Abbiamo iniziato con il rifacimento totale della struttura stradale di via Carducci e via Dorso, per poi passare ad alcune strade periferiche. Questi interventi prevedono l’allargamento di quelle strade che hanno sezione piccola. Si interverrà a contrada Bagnoli, a contrada Chiaire, a Borgo Ferrovia e a Rione San Tommaso, zone periferiche che con questi interventi, unitamente a tutta un’altra serie di azioni mirate, faranno si che uno degli obiettivi che da Sindaco mi sono dato, ovvero “riammagliare il centro con le periferie” sia sempre più vicino!
Abbiamo provveduto alla consegna dei lavori di manutenzione straordinaria del complesso dell’Ex Gil. Finalmente, e ciò consentitemelo è un merito di questa Amministrazione, si è riusciti nella non facile impresa di finanziare i lavori, che prevedono il ripristino della sala cinematografica, presente nella struttura, ed oggetto di atti vandalici, e il completamento della parte dell’edificio destinata ad uffici.
Altra notizia sicuramente positiva che con gioia e soddisfazione vi comunico è quella riferita alla ripresa di quasi tutti i cantieri di sostituzione dell’edilizia prefabbricata post sisma, cantieri partiti già da qualche anno, ma che una serie di problematiche avevano rallentato prima, e arrestato poi i lavori. Altra buona notizia da comunicarvi consiste nella ripresa degli interventi che porteranno alla realizzazione in città di almeno 200 alloggi di edilizia economica e popolare. Nei primi mesi del nuovo anno verrà consegnato il primo fabbricato a via Morelli e Silvati che consta di 50 alloggi, che essendo nella disponibilità dell’Amministrazione Comunale serviranno a far partire anche la riqualificazione dei prefabbricati pesanti di via Capozzi.
Valle, Baccanico, Morelli e Silvati sono cantieri che stanno camminando velocemente e che sicuramente non ci daranno, sino al loro completamento, problema alcuno; a inizio autunno si riprenderà anche il cantiere di Picarelli fermo ormai da anni.

Ma il lavoro del Settore Lavori Pubblici non si esaurisce qui! Si sta procedendo infatti anche per la ricostruzione della parte finale dell’Esedra di Rione Parco e per la riqualificazione degli alloggi popolari di via Tedesco. Tutti questi interventi, che contiamo di completare nel più breve tempo possibile, metteranno definitivamente la parola fine ai cosiddetti prefabbricati pesanti del post sisma.
Si sta lavorando molto anche per quanto riguarda la manutenzione di strade e fognature. Per queste ultime – a seguito dei forti temporali del mese scorso – si è fatto uno screening preciso di tutte le criticità e si è operato a tempo di record per la risoluzione delle annose questioni, soprattutto nelle aree più depresse della città, e con ciò mi riferisco a via Fontanatetta e via Francesco Tedesco.
Per ciò che riguarda la programmazione delle opere pubbliche, quest’anno sono stati indicati nel piano annuale pochi interventi ma mirati, primo fra tutti è l’allargamento della strada a Contrada Archi-Fontanatetta che sarà, una volta ultimata, un ulteriore accesso alla Città Ospedaliera, così come l’allargamento di Via De Vitto consentirà un accesso diretto dalla Bonatti alla stessa Città Ospedaliera. Tutti questi interventi intorno alla Città Ospedaliera, in verità già pensati in passato, e mai realizzati, grazie a questa Amministrazione, verranno completati, in modo tale da poter finalmente realizzare quella cinematica intorno alla città ospedaliera: un sistema viario capace di distribuire il flusso veicolare in maniera equilibrata tra le varie arterie di collegamento al Polo Sanitario Cittadino.
Per ciò che riguarda il Settore PERSONALE E PATRIMONIO, sono sempre più convinto che un più rapido e flessibile funzionamento della macchina comunale è necessario e preliminare per poter agire concretamente nei vari settori amministrativi e soprattutto per poter assicurare ai cittadini risposte consone ai loro problemi e più in generale alle loro esigenze.
Recentemente abbiamo provveduto a ridistribuire gli incarichi tra i dirigenti comunali, resasi conto questa Amministrazione ed io per primo che troppi processi non possono andare avanti se lentezza e superficialità fanno da ostruzione alle soluzioni.
Dopo la fase del Riassetto organizzativo dell’Ente con l’approvazione dell’organizzazione generale e l’individuazione delle alte professionalità e posizioni organizzative, si è provveduto ad una ampia mobilità interna dei dipendenti. È indispensabile, infatti, implementare il personale in alcuni servizi che necessitano di un maggior apporto per far fronte a situazioni di criticità e per risolvere problematiche innovative, stante anche la creazione e l’accorpamento di nuovi uffici e servizi: penso per esempio al settore alloggi comunali, a quello ambientale o del PIU Europa che necessitano di task force dedicate.
Si è ricorso a procedure di mobilità volontaria interna, nel rispetto delle categorie di appartenenza e delle specifiche professionalità e di rotazione del personale nei settori “maggiormente esposti a rischio”, così come previsto anche dalla normativa anticorruzione.
Dopo l’approvazione del “Regolamento per l’attribuzione degli incarichi delle nuove posizioni organizzative e alte professionalità” e l’approvazione dello “Schema tipo di avviso di selezione” si darà corso alla procedura selettiva per l’effettiva attribuzione delle nuove posizioni organizzative e alte professionalità nei diversi Settori, ma solamente dopo che la Giunta comunale con un atto deliberativo abbia ratificato la proposta di graduazione delle stesse, come previsto dal nuovo Regolamento.
Successivamente all’adozione del piano di razionalizzazione sarà possibile, in sede di delegazione trattante, iniziare la contrattazione relativa alla costituzione del fondo per il salario accessorio 2015 e al Contratto collettivo decentrato integrativo 2015, destinando così le economie createsi, dalla diminuzione del numero delle posizioni organizzative e delle alte professionalità e a seguito dell’attuazione del piano di razionalizzazione, al salario accessorio di tutti i dipendenti dell’Ente.
Centrale dovrà essere l’impegno nostro, come Amministrazione nei prossimi mesi per l’eliminazione degli sprechi; quindi necessaria sarà la messa a reddito delle strutture pubbliche, la valorizzazione e la vendita – e non la svendita indiscriminata – di beni comunali, la lotta all’evasione fiscale, la revisione degli estimi catastali, il recupero dei crediti, la riduzione dei contenziosi, i contratti di cittadinanza attiva.
La vendita del patrimonio disponibile ed inutilizzato rappresenta solo una delle soluzioni possibili, pertanto si sta procedendo, inoltre, alla messa a reddito dello stesso, attraverso la sottoscrizione di nuovi contratti locativi e l’adeguamento di quelli in essere, come la regolarizzazione delle occupazioni sine titulo.
Sarebbe auspicabile, per alcuni immobili, anche il mutamento di destinazione d’uso, in funzione di operazioni di partenariato pubblico-privato che possano generare entrate da canoni concessori a favore dell’ente locale.
L’obiettivo è quello di migliorare la gestione in funzione della piena redditività degli immobili e dei maggiori benefici in termini economici, culturali e sociali, in modo tale da farli diventare una risorsa di sviluppo che possa attivare processi innovativi di valorizzazione imprenditoriale e culturale.
Stiamo lavorando sulla ipotesi di affidare direttamente la gestione di alcuni impianti sportivi alle singole società (in tal senso con l’AS Avellino è in corso una nuova convenzione; lo stesso contiamo di fare con le altre strutture sportive, Stadio di San Tommaso e Stadio di Borgo Ferrovia).
Sulla questione dell’ACS resta valida la scelta di cedere quote dell’Azienda Città Servizi fino al 51% del capitale sociale. In particolare potrebbe trovare facile realizzazione l’ipotesi di scorporare dall’ACS il “ramo” parcheggi, da esternalizzare tramite gara, e quindi trasformare l’azienda in house in una sorta di impresa di manutenzione, atteso che il settore è ormai ridotto ai minimi termini per quello che riguarda il personale interno e l’Amministrazione comunale è oggi costretta a rivolgersi quasi esclusivamente a ditte esterne.

Passando poi ad analizzare il totale dei risarcimenti danni provocati da “insidie e trabocchetti”, nell’anno 2014 e 2015 (fino ad oggi) si evidenzia una notevole riduzione del numero dei sinistri.
A breve procederemo alla pubblicazione del bando di gara relativo alla RCT/o (Responsabilità civile verso terzi e operai).
Altro punto che sta molto a cuore a me, e che tengo stia molto a cuore anche a voi Signori Assessori e Signori Consiglieri è l’ URBANISTICA, e ciò perché sono convinto che il futuro della nostra città debba passare anche e soprattutto attraverso una appropriata e necessaria ridefinizione degli strumenti urbanistici.
Per quanto attiene la Pianificazione e la Programmazione Territoriale, è ambizioso obiettivo di questa Amministrazione sviluppare il tema della “Città Capoluogo di 130.000 abitanti”, ovvero quel progetto integrato di cui tanto e da tanto si parla, che potrà finalmente consentire alla nostra Avellino di fare un salto in avanti, dando una vera e concreta prospettiva a questo territorio, che troverà nelle singole identità delle municipalità coinvolte la sua grande forza ed originalità. Mettere a sistema ed organizzare in modo organico le risorse di un territorio che, partendo da Monteforte, passando poi per i paesi delle pendici del Partenio, arrivi fino ai comuni della Valle del Sabato, sarà la vera scommessa per il futuro. Questa è, e sarà una grande sfida, che vedrà la città di Avellino capofila e promotore, alla guida di un processo che porterà alla formazione di una Avellino che così si candida ad essere la terza città della Campania. Sono convinto che solo così, con una programmazione congiunta con gli altri comuni limitrofi, Avellino riconquisterà quel ruolo di centralità nella guida dei processi, e sarà veramente e pienamente Capoluogo.
Tutto ciò andrà poi a raccordarsi con un altro ambizioso progetto che è costituito dal collegamento su ferro tra Avellino e Salerno, di cui ha recentemente parlato il Presidente della Regione De Luca, che consegnerà ad Avellino un ruolo sempre più strategico per l’accesso all’Alta Velocità e al collegamento con importanti flussi turistici.
Per quanto riguarda il PUC è del tutto evidente che esso vada adeguato e semplificato da un punto di vista normativo. Il principio su cui dovrà basarsi tale revisione è quello di limitare il consumo di nuovo suolo e recuperare e riqualificare il patrimonio edilizio esistente sia pubblico che privato, dando qualità e decoro agli spazi pubblici e ai servizi di quartiere, valorizzando i beni culturali patrimonio comune e memoria della città. L’obiettivo è quello di elaborare un piano di Rigenerazione Urbana Sostenibile (RI.U.SO), incentivando anche i risparmi energetici e idrici e la messa in sicurezza sismica. Solo una politica seria di riuso potrà infatti portare ad una crescita economica, culturale e sociale della comunità.
Tale processo sarà portato avanti in stretta collaborazione con tutti i protagonisti della filiera del comparto edilizia, con la costituzione di un tavolo permanente di concertazione, a cui saranno invitati le Associazioni di Categoria e gli Ordini Professionali.
Per quanto attiene la Riqualificazione Urbana, saranno ulteriormente sviluppati interventi medio-piccoli, tutti mirati a ridare qualità, vivibilità, decoro, e dignità agli spazi pubblici dell’intero territorio cittadino, non privilegiando il centro rispetto alla periferia, anzi prestando, se possibile, ancora maggiori attenzioni alla periferia rispetto al centro.
In questa ottica si inserirà, da subito, un rilancio del Centro Storico, diventato, specie negli ultimi anni – e ciò da avellinese mi addolora profondamente – la “più periferia delle periferie”!
Simbolo, o segnale di questa rinascita del cuore antico della città, sarà rappresentato dall’acquisizione, dal recupero e dalla riqualificazione dell’edificio della Dogana, che segnerà, me lo auguro, per chi verrà ad amministrare questa città dopo di me, un fondamentale punto di partenza per il recupero del patrimonio identitario della città.
Ma l’azione amministrativa per ciò che concerne l’Urbanistica non si fermerà a questo. Puntiamo infatti al completamento della ricostruzione di Corso Vittorio Emanuele, e più in generale puntiamo a “sanare” tutte quelle ferite ancora presenti in città a trentacinque anni di distanza dal sisma del 23 novembre 1980, che scosse e sconvolse la nostra città e la sua provincia.
Sempre in ambito urbanistico si procederà alla necessaria riqualificazione della zona est d’ingresso alla città, si avvierà cioè – a partire dalla Stazione Ferroviaria e fino a Corso Umberto – un progetto di riqualificazione di questa parte di città che rappresenta la porta Est di ingresso al Capoluogo. Cominciando dagli spazi pubblici si toccherà poi anche il patrimonio edilizio di proprietà comunale, che dovrà essere completamente riprogettato e riqualificato.
Contiamo inoltre di dotare Avellino di una rete ciclabile, e di estendere a parte di viale Italia, ovvero sino all’altezza della chiesa di San Ciro, l’area pedonale cittadina.
Per ciò che riguarda invece la delicata, ma per noi preziosa “partita” dei FONDI EUROPEI, penso sia fondamentale un’apertura maggiore della città di Avellino e della sua provincia al resto della Campania. E verso questa direzione tutti insieme dobbiamo muoverci. Il mare è vero che non bagna Avellino, come invece fa a Napoli e Salerno; ma se Avellino non ha il mare, ha però tanto verde, un clima mite, e una produzione enogastronomica di tutto rispetto. Su ciò dunque dobbiamo puntare, sulle bellezze naturalistiche e sulla filiera enogastronomica! Questo è il messaggio chiaro che ci è stato lanciato anche dalla recentissima partecipazione della città di Avellino, grazie alla Camera di Commercio, a quell’evento mondiale che è “EXPO 2015”.
Sarà necessario sicuramente un miglioramento delle strade di collegamento, anche ferrate, tra la nostra città, la sua provincia e le altre città della Campania. E in ciò, sono certo, un ruolo importante avrà la battaglia per la riapertura e un ammodernamento della nostra stazione ferroviaria, la cui chiusura ha causato l’impoverimento di un intero quartiere della nostra Avellino, mi riferisco a Borgo Ferrovia.
Per ciò che riguarda l’AMBIENTE, questa Amministrazione si è impegnata dal primo momento a mantenere alta l’attenzione sul sito dell’ex opificio Isochimica, attraverso varie azioni volte alla messa in sicurezza e alla salvaguardia della salute dei cittadini residenti nei pressi dell’area, preoccupandosi anche di effettuare un costante monitoraggio ambientale del sito. A luglio abbiamo approvato l’indizione della gara d’appalto per l’esecuzione e l’attuazione del piano di caratterizzazione Integrativo dell’ex stabilimento industriale dell’Isochimica. Una volta eseguiti i lavori di caratterizzazione per l’individuazione certa delle zone del sottosuolo contaminate, sarà possibile procedere alla seconda fase della progettazione della bonifica, che richiederà – come per l’intervento di rimozione dei cubi in cemento amianto – l’impiego di ingenti risorse per il cui reperimento il Comune di Avellino richiamerà alle proprie responsabilità tutte le Autorità istituzionali competenti, a partire da quelle nazionali, operando costantemente nell’ottica della concertazione e del coinvolgimento dei cittadini. L’attività dell’Amministrazione comunale intanto sta proseguendo per l’individuazione di altre fonti di finanziamento, visto che la somma stanziata dalla Regione rappresenta solo un primo passo verso la bonifica dell’area. Con lo schema di Accordo di Programma con il Comune di Avellino approvato lo scorso ottobre 2014, infatti, la Regione ha stanziato 1 milione e 600 mila euro per gli interventi di messa in sicurezza, caratterizzazione e bonifica dell’area dell’ex stabilimento Isochimica. Bonifica dell’area che resta un obbiettivo prioritario per chi vi sta parlando, e più in generale per questa Amministrazione, che intende fermamente proseguire, il più rapidamente possibile, per chiudere una ferita aperta da troppi anni sul territorio cittadino, che costituisce certamente una delle pagine più tristi della sua storia!
Altro obbiettivo su cui l’Amministrazione si metterà subito all’opera sarà il potenziamento della raccolta differenziata, che avverrà attraverso l’estensione del servizio “porta a porta” su tutto il territorio cittadino. Estendere il servizio “porta a porta” significa non solo migliorare il decoro della città attraverso l’eliminazione dei cassonetti dei rifiuti dalle strade, ma anche ridurre i costi e diminuire il conferimento della frazione indifferenziata, che rappresenta un preciso obbligo imposto dal legislatore. Ma per far si che il servizio funzioni al meglio è determinante la collaborazione dei cittadini. Dal canto suo l’Amministrazione si attiverà per incrementare i controlli al fine di contrastare conferimenti illeciti.
Per ciò che riguarda le POLITICHE SOCIALI E LA TRASPARENZA, va immediatamente da parte mia chiarito che, in considerazione del particolare momento storico nazionale che stiamo attraversando, le cui ripercussioni, logicamente, investono anche le piccole realtà territoriali come tutto sommato è la città di Avellino, ritengo sia necessaria, ad una politica di rigore e di oculatezza economica affiancare un’attenzione ancora maggiore per le emergenze sociali, rese più drammatiche dall’attuale congiuntura. “Avellino città solidale”. Sarà questo il cambio di rotta che l’Amministrazione dovrà seguire e che ha già imboccato con l’approvazione dei PAC secondo riparto. Oltre 1 milione e 700mila euro saranno infatti destinati per infanzia e terza età del Piano di Zona A04. Si tratta di servizi ai cittadini e soprattutto destinati alla prima infanzia e a persone non autosufficienti. Questa ritengo sia una prima significativa risposta in ambito sociale che tante famiglie aspettavano da tempo, e che concretizza un percorso teso a rafforzare gli asili nido e a qualificare l’assistenza ai tanti anziani in difficoltà.
Il sociale, un settore, o campo d’azione di primaria importanza, che necessita una riflessione attenta.
Signori Consiglieri, con l’aumento delle diseguaglianze sociali, che la crisi economica nazionale ha portato anche nella nostra città, un considerevole numero di avellinesi vengono spinti ai margini della società, facendo respirare in città sempre più la mancanza di speranza e di aspettative. La crisi economica avrebbe dovuto aiutarci tutti a riscoprire quei valori che i nostri padri ci hanno trasmesso attraverso la Costituzione, invece sta facendo emergere il peggio del nostro essere cittadini.

Per questo motivo, come Amministrazione, sono convinto che oggi sia necessario trasformare il welfare dei servizi in welfare. La responsabilità che abbiamo, come Amministrazione, è il far emergere dalla povertà i tanti cittadini invisibili, e permettetemi di dirlo, i troppi che fanno solo statistica, ma che noi incontriamo ogni giorno. La libertà di essere cittadini sovrani, senza il dover chiedere un pasto caldo o un tetto dove dormire sono la nostra priorità. Per questo motivo stiamo lavorando per istituire il registro delle associazioni e delle cooperative che hanno sede in città, e a novembre realizzeremo gli stati generali del welfare, per ripensare insieme Avellino come città dell’accoglienza e della solidarietà!
Come Amministrazione abbiamo deciso di utilizzare la “Formazione al Lavoro” come attività riabilitativa che punta ad un duraturo inserimento nelle normali imprese locali o nei circuiti della Cooperazione Sociale, il tutto attraverso l’istituzione di una “White list delle cooperative sociali”, che con apposite borse lavoro daranno la possibilità a tanti nostri concittadini meno fortunati di noi di entrare nel mondo del lavoro (penso agli ex detenuti, alle ragazze madri, alle vittime di violenze).
Altro settore che mi auguro possa in breve tempo risollevarsi nella nostra città è quello del COMMERCIO, che ritengo di importanza strategica per il futuro economico della Città.
Da esso dipende una fetta importante dell’occupazione e del lavoro e l’immagine stessa di Avellino, che può e deve essere attrattiva anche per la qualità dell’offerta di prodotti e di merci.
Il commercio in particolare è un settore che ha subito con violenza gli effetti della crisi economica e finanziaria che ormai in Italia dura dal 2008, e che nella nostra città ha avuto come conseguenze la chiusura di numerosi esercizi e l’aumento del tasso di disoccupazione.
In Italia è vero che stiamo attraversando un periodo di crisi economica, e Avellino non è stata risparmiata da questa ondata di crisi, ma è altrettanto vero che il commercio in una città piccola come Avellino, nonostante la crisi, può trarre benefici, e quindi spinta e vitalità se la nostra città è messa in condizione di funzionare meglio rispetto ad oggi. Avellino, non dico che può vincere in questo particolare momento storico la crisi economica in campo commerciale, ma riducendo al minimo i problemi del traffico e dei parcheggi, riuscendo a rispettare il crono programma dei lavori, diventando cioè una città più bella ed ordinata, sicuramente potrà avere dei giovamenti anche sotto il profilo del commercio.
Ritengo che non sia più rinviabile la convocazione degli stati generali del commercio, a cui è necessaria la partecipazione degli attori istituzionali nazionali e regionali e delle principali associazioni di categoria, se possibile ai livelli più elevati, e ciò per avere un quadro chiaro e puntuale sulla situazione e per trarre spunto per azioni che l’Amministrazione comunale può mettere in campo.
All’Assessore competente affido il compito di provvedere con il più pieno coinvolgimento dei gruppi consiliari e della commissione competente ad aggiornare tutti i regolamenti di settore e ad elaborare un nuovo piano per le attività commerciali, che tenga conto dei grandi mutamenti in atto.
È fin troppo evidente che se l’intera economia meridionale non riprenderà a crescere il settore del commercio continuerà ad avere difficoltà e problemi. È per questo che guardiamo con fiducia alle iniziative che il Governo prenderà per dare centralità alla “Questione Meridionale” e ridurre il gap infrastrutturale con il resto del Paese. Avellino farà fino in fondo la sua parte nel solco di De Sanctis e Dorso e più recentemente di Manlio Rossi Doria e Salverino De Vito.
Più bella e vivibile sarà la nostra Città e più si produrrà sviluppo e crescita per le attività insediate sul territorio. E’ nostra intenzione favorire una armonica integrazione tra la grande, la media e la piccola distribuzione, che insieme rappresentano una grande potenzialità per la varietà dell’offerta e la convenienza dei consumatori, i quali sono i punti di riferimento veri per chi agisce nel commercio.
Per ciò che riguarda la SICUREZZA, l’Amministrazione si attiverà ancora con maggiore incisività, attraverso la Polizia Municipale, per contrastare i fenomeni di abusivismo, rafforzando i controlli e assicurando la piena regolarità delle procedure.
Occorre dimostrare la massima attenzione nei confronti di tutte le aree della città, soprattutto di quelle periferiche, dove, magari, non c’è una struttura storica da difendere, ma ci sono comunque dei cittadini da tutelare. Sicurezza significa stare tranquilli a casa propria e per strada, di giorno e di notte, in centro come in periferia, dove maggiormente si avverte questa esigenza. Bisogna pertanto perfezionare e potenziare il servizio di video sorveglianza già presente in città mediante l’installazione di altre videocamere, così come bisogna moltiplicare la presenza della Polizia Municipale nelle varie aree della città. L’obiettivo deve essere quello di assicurare tranquillità e serenità ai cittadini.

Per ciò che riguarda infine le POLITICHE CULTURALI Avellino deve valorizzare ancora di più e con azioni più incisive l’importante patrimonio storico e artistico che possiede, e ciò mediante un filo logico ben definito, e attraverso la collaborazione con l’assessorato al ramo delle tante associazioni presenti sul nostro territorio.
A ciò ritengo debba aggiungersi una politica accorta di tutela e valorizzazione dell’altrettanto consistente patrimonio di beni culturali definiti “immateriali”, e con ciò mi riferisco ad usi, costumi e tradizioni di Avellino da preservare e trasmettere soprattutto alle giovani generazioni (penso ad esempio alla “Zeza di Bellizzi”, all’antica tradizione del “Falò di San Ciro”, al culto per l’Assunta, l’Addolorata e Santa Rita e all’antica “Fiera di San Modestino”, che potrebbe assurgere, se tirata fuori dall’oblio, ad attrattore forte, così come lo è oggi il “Palio della Botte”).
Sono convinto inoltre che il successo registrato dal “Laceno d’Oro” è e deve essere stimolo per stabilizzare l’iniziativa, che potrebbe essere il volano per una decisa promozione della città durante tutto l’anno. Con il finanziamento regionale di 200 mila euro l’Amministrazione ha riportato anche quest’anno in città lo storico Festival cinematografico, che toccherà a settembre anche una decina di paesi dell’Irpinia, a dimostrazione della giusta intuizione di questo progetto, che questa Amministrazione ha ripreso e si impegnerà ad accrescere sempre di più.
Ritengo opportuno che vada potenziata Villa Amendola, Polo Culturale Cittadino, sede della biblioteca comunale “Nunzia Festa”, al piano terra, e del Museo Civico al primo e secondo piano. Credo che la fruibilità della biblioteca vada implementata, per quello che riguarda gli orari di apertura al pubblico, e ciò attraverso l’utilizzo di almeno due bibliotecarie attualmente assegnate ad altro settore di quest’Ente.
Per ciò che riguarda il Museo Civico, lo stesso, grazie al finanziamento di quasi 80mila euro (€ 78.350,00 per la precisione) concesso dalla Regione Campania per il Progetto “Sistema Museale Irpino – Il Polo Museale Irpino Porta di ingresso per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale della Terra di Mezzo” verrà arricchito dall’allestimento di una Sala dedicata all’esposizione di testimonianze dei due secoli di governo feudale della città di Avellino da parte della famiglia dei Principi Caracciolo, in cui troverà collocazione il “Carlo II d’Asburgo” di Cosimo Fanzago. Altre due sale, dello storico edificio di Via Due Principati saranno destinate, una a conferenze e l’altra ad apparecchiature informatiche e multimediali.
È intenzione, altresì di questa Amministrazione, arricchire inoltre l’esposizione museale permanente con la creazione di una ulteriore ampia sezione del Museo denominata GAMA (Galleria d’Arte Moderna di Avellino), dove troveranno permanente sistemazione significative testimonianze d’arte pittorica moderna e contemporanea meritevoli di musealizzazione, che già in buon numero sono pervenute all’Amministrazione comunale, mediante donazioni di generosi cittadini.
A questa nuova ed importante sezione del Museo verrà annessa una biblioteca-archivio dell’arte moderna e contemporanea nella città di Avellino, in cui raccogliere, ordinare e mettere in condizione di pubblica fruizione cataloghi d’arte, monografie, materiale fotografico e documentario che ricostruisca le tappe salienti della Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea nella città di Avellino, da individuare, e acquisire, se non già patrimonio dell’Amministrazione comunale, nei modi e nelle forme consentiti dalla legge. Tutto ciò, ed in particolare la “biblioteca-archivio” dell’arte moderna e contemporanea, renderà unica “Villa Amendola” in Campania per la particolare e specifica offerta culturale che proporrà non solo alla città di Avellino, ma all’intera Regione.
Ampliare e potenziare il Polo Culturale di Villa Amendola, sì; ma dobbiamo pensare, e penseremo, e ciò con l’ausilio prezioso della Giunta, del Consiglio Comunale, del mondo dell’associazionismo, e in generale dell’intera comunità avellinese a riempire di contenuti validi gli altri importanti “contenitori” a vocazione culturale della nostra città.
Ritengo che proprio sulla Cultura, o meglio su quelle che questa Amministrazione ritiene debbano essere le attenzioni delle Politiche Culturali debba necessariamente “ruotare” il PIANO STRATEGICO E DI SVILUPPO della città di Avellino, se vuole assurgere nuovamente ad essere riconosciuta da tutti per quel ruolo che la storia le ha concesso, ovvero di essere Capoluogo dell’Irpinia.
Dall’analisi di contesto e dall’individuazione dell’identità territoriale, emerge una prima contestualizzazione, a livello urbano, degli indirizzi e degli obiettivi emersi e definiti dalle analisi del piano strategico.
In ambito di riorganizzazione-riqualificazione urbana, tenendo fede all’approccio sistemico seguito, la città deve esprimere momenti di espressione delle tre aree interconnesse: Economia, Cultura e Qualità della Vita.
Saranno questi gli asset del Piano strategico dell’Area Vasta.
In tale direzione, è necessario avviare azioni congiunte mirate ad uno sviluppo sociale, infrastrutturale, culturale, economico ed ambientale sostenibile della collettività, evitando frammentazioni di iniziative pubbliche e private avulse da un disegno unitario di area e/o di sistema locale di sviluppo. In tale contesto, la nuova Programmazione europea 2014-2020 deve divenire lo strumento che, superando le barriere dei confini amministrativi, offre ai territori l’opportunità di affrontare le dicotomie tra le aree di concentrazione dello sviluppo e delle attrattività e le aree della marginalità sociale e del degrado urbano, riposizionandone le prospettive di rigenerazione fisica, economica e sociale all’interno di una scala territoriale di Area Vasta.
Per il territorio dei comuni coinvolti (22 Comuni contigui, più la città di Avellino), date le potenzialità, è importante un approccio innovativo che preveda la realizzazione di un Piano Strategico del Sistema Territoriale di Sviluppo D2, come delimitato dal PTR (Piano territoriale regionale) approvato dal Consiglio Regionale della Campania, unitamente al PTCP (Piano territoriale di coordinamento provinciale), come momento in cui i principali attori della vita politica, economica, sociale e culturale si confrontano e si uniscono in maniera sinergica per aumentare la competitività verso l’esterno fondata sull’identità del Territorio per integrare e coordinare le attività di sviluppo locale. È per questo che l’8 di settembre ho convocato una riunione operativa con i Sindaci dell’Area Vasta.
Sono fortemente convinto che l’Istituzione che noi rappresentiamo debba dare nuovi stimoli alla comunità per rispondere a condizioni economico-sociali come la disoccupazione, l’abbandono anticipato dei percorsi di studio, la riduzione della nuova imprenditorialità, l’occupabilità e l’abbandono da parte dei giovani del nostro territorio.

E per far ciò razionalizzeremo e capitalizzeremo le nostre risorse: vocazione del territorio, giovani e ricerca.
Come? Ponendoci da concreti interlocutori capaci di connettere i nostri giovani in relazione alle vocazioni e alle capacità del nostro territorio, alle loro creatività e ai contesti economico-industriali. Concretizzando tavoli già avviati con il mondo della ricerca, dell’industria e della cultura. Inoltre supporteremo iniziative finalizzate alla professionalizzazione o qualificazione di lavoratori e disoccupati. A tal fine anche riqualificando l’area industriale ampliandone la vocazione.
Per garantire un più alto livello della qualità della vita sociale del cittadino supporteremo istituzioni ed enti che per vocazione sono impegnati in tali contesti (assistenza sanitaria, asili, piste ciclabili, definizione delle finalità e della gestione di spazi pubblici, sicurezza, cultura, ecc.). Tali condizioni ci permettono di dare coerente e concreto contenuto alle attività di sviluppo delle nostre capacità agli occhi di fruitori-turisti e potenziali investitori.
È chiaramente il momento di concretizzare le attività già avviate con i portatori di interesse di riferimento (Governo centrale, Regione e Unione europea) al fine di favorire finanziariamente l’implementazione delle politiche sociali anche per mezzo di processi di riqualificazione e rigenerazione urbana.
Ma la vera sfida della nostra comunità e della nostra città è quella legata alla riemersione del connotato “green” sia in termini di vocazione che in termini di miglioramento della fruizione, e dunque qualità della vita. Ciò materialmente passa per l’incentivazione alla mobilità pedonale e ciclabile, per la quale è già pronta la realizzazione di un primo nucleo di piste. Va inoltre in tal senso l’idea di ampliare i momenti di pedonalizzazione del nucleo centrale della nostra città al fine anche di supportare e stimolare le varie anime economiche, culturali e sociali.
Le riflessioni precedentemente esposte troveranno una reale corrispondenza se Amministrazione e Comunità troveranno tempi e luoghi di confronto, di partecipazione e di ascolto.
Tutto ciò per giungere alla creazione e alla riscoperta del senso dell’appartenenza, e per tutela del bene Comune.
Consiglieri, Assessori, Concittadini dalle mie parole traspare una idea di città ben definita che noi tutti auspichiamo: una città solidale, una città vivibile, una città accogliente, pulita e civile in cui ognuno, abitante del centro o delle periferie, si senta riconosciuto come portatore di diritti e di ricchezza umana.

Per questo, oggi, la città ha il diritto di sapere chi ha a cuore le sorti di Avellino e chi invece lascia prevalere sul bene comune inutili personalismi, inconciliabili con ruoli istituzionali.
In questa aula consiliare oggi è necessario ribadire con forza la volontà di supportare, con senso di responsabilità ed autonomia di pensiero, lo sforzo che questa Amministrazione sta cercando di mettere in campo per portare Avellino fuori da questo lungo e difficile periodo, guardando con speranza e fiducia al prossimo futuro.
Questo supporto prevede azioni di responsabilità rispettose della rappresentanza che i cittadini hanno assegnato a ciascun consigliere comunale. Sono inaccettabili ed intollerabili comportamenti motivati esclusivamente da valutazioni superficiali o addirittura dallo sfrenato personalismo che sembra essere la cifra prevalente della politica di oggi.
Il sostegno all’azione amministrativa che vi chiedo deve essere convinto, deciso definitivo: non possiamo più consentirci di consegnare agli occhi della città spettacoli indecorosi di disimpegno e noncuranza che allargano ulteriormente il baratro che divide politica e cittadini.
Credo che ognuno di voi debba riflettere sulle possibili negative conseguenze ed analizzare attentamente la lettura che i cittadini potranno dare, qualunque siano le ragioni legate ad un dissenso rivolto alle persone, a veti incrociati o ad appartenenze ad aree che sembrerebbero non avere a cuore nè il destino della città né le sorti di questa maggioranza.
Per questo, qui, oggi, CHIEDO A VOI, CONSIGLIERI COMUNALI, un gesto politico coraggioso, coerente e leale per consentire a questa Amministrazione di proseguire lungo il percorso tracciato con le linee programmatiche per lavorare alla rinascita cittadina.
Abbiamo ancora molto da fare, ma sono convinto che azioni significative siano già state messe in campo e che nel breve termine potremo apprezzarne i risultati.
Mai come in questo particolare momento storico e politico per la nostra Città è necessaria una collaborazione che superi gli steccati politici, che azzeri divisioni strumentali.
Mi auguro che il lavoro delle commissioni consiliari possa ulteriormente implementarsi in un’ottica propositiva e di stimolo per l’azione amministrativa futura.
Troppe voci si levano a pontificare nel mondo della politica. Troppi sapienti, arroganti, opportunisti.
Occorrono, invece, uomini intelligenti, onesti, concreti, alieni da ogni compromesso, “capaci di affrontare l’incerto per un ideale”.
Ognuno di noi è padrone della propria coscienza e con le proprie azioni risponderà direttamente alla città.

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