Riaperta strada che conduce al Santuario di Montevergine.

Da questa mattina alle sei, è stata riaperta la strada provinciale che conduce a Montevergine. In queste ore si stanno effettuando anche i debiti controlli per riattivare la funicolare che in solo nove minuti, da Mercogliano conduce al santuario di Mamma Schiavona. La situazione, però, resta di massima allerta, questo vento che spira da questa mattina, purtroppo, potrebbe tornare ad alimentare i focolai principali. Nel primo giorno di tregua, dopo 72 ore di fuoco, i tornanti che portano al santuario presentano un aspetto terrificante. Sono andati in fumo, ettari ed ettari di bosco, castagneti e faggeti. Soprattutto, però, è stata colpita al cuore quella che è una montagna sacra, non solo per gli irpini, ma per la gente meridionale in generale. E, lo si è fatto, come ci ha spiegato il sindaco di Mercogliano Massimiliano Carullo, che si trova sul posto, nella settimana in cui si registrano i massimi accessi. Dietro c’è la mano criminale degli uomini. Il personale del genio civile, infatti, ha ritrovato ben due inneschi che sono stati sistemati nelle zone più impervie. Si tratta, secondo Carullo, di gente che conosce bene la montagna, gente senza fede. Purtroppo, lo scempio di Montevergine è stato quello più grave che ha funestato il Partenio a partire dalla prima decade del mese di luglio. Da più di 40 giorni , le nostre montagne bruciano ed il fuoco distrugge tutto. E, visto il nuovo focolaio di Rotondi di ieri sera, sembra non finire mai questa emergenza. A ridosso di Ferragosto, ad esempio, il centro storico di San Martino Valle Caudina stava per essere evacuato, in via precauzionale per il forte fumo. Ma, a fronte di tutto questo, nulla è stato predisposto, da un lato per la prevenzione e dall’altro per le indagini. Iniziamo dal secondo punto. Da sempre diciamo che i monti del Partenio sono abbandonati a loro stessi eppure fanno parte di un parco regionale. Nell’ultimo mese si è raggiunto davvero il massimo, Tutti questi roghi, al momento, non hanno uno straccio di responsabile e stiamo parlando di oltre venti episodi. La prevenzione, poi è un tema che non esiste. La regione Campania preferisce spendere centinaia di milioni di euro per domare gli incendi, invece, di prevedere delle squadre di pronto intervento che possano domare subito i focolai. Pensate che, nonostante si era a conoscenza che sarebbe stata un’estate terribile, le squadre antincendio delle comunità montane sono state attivare, solo nei primi dieci giorni di luglio. Ora, chi conosce il Partenio sa benissimo che una ventina di uomini non possono monitorare seriamente la zona. Così succede che si dia campo libero a dei pazzi criminali che vogliono distruggere tutto.

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