Rigettato ricorso del finto cieco assoluto. Dovrà restituire 186 mila euro.

Le Fiamme Gialle di Solofra avevano notificato in data 27.06.2016 apposito provvedimento di sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Avellino su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di G.L. quarantottenne residente in Montoro, denunciato a piede libero alla competente A. G. per il reato di truffa continuata. Infatti, nell’ambito delle attività di iniziativa poste in essere in materia di tutela della spesa pubblica nazionale per contrastare le indebite erogazioni sociali e assistenziali concesse dallo Stato, i militari del Comando Provinciale di Avellino avevano individuato il predetto G.L., dichiarato affetto da cecità parziale dal 2003 e successivamente dal 2005 da cecità assoluta ed inabilità al lavoro con contestuale percezione di pensione di invalidità ed indennità di accompagnamento. Le attività di pedinamento e osservazione, opportunamente documentate mediante rilievi fotografici e riprese video, avevano evidenziato il dinamismo del soggetto monitorato il quale non mostrava difficoltà e/o incertezze di sorta nella vita quotidiana, mantenendo comportamenti ed abitudini che denotavano inequivocabilmente un’autonomia motoria ed una capacità visiva incompatibili con le condizioni di cieco assoluto e di inabilità al lavoro. Era stato accertato che dall’anno 2003, per ben 13 anni, il soggetto in questione aveva percepito indebitamente redditi di pensione di invalidità quale “CIECO ASSOLUTO CON ACCOMPAGNAMENTO e di “INABILITA’ AL LAVORO” per un valore complessivo che ammonta alla cifra di € 337.370.
Al provvedimento del Giudice, che disponeva l’ablazione di beni fino all’ammontare del valore di € 186.426 (considerato che per le indennità percepite fino al 2009 è intervenuto il termine di prescrizione del reato in esame) veniva data esecuzione dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Avellino mediante congelamento della somma di € 11.742 disponibile su un conto corrente e per la restante somma tramite il sequestro di un villino di proprietà dell’indagato, ubicato nel Comune di Montoro. Avverso il decreto dell’A.G., l’indagato unitamente alla propria consorte, al fine di riottenere i beni sequestrati, ha proposto ricorso che, però, è stato rigettato dal Tribunale di Avellino in composizione di Riesame, con contestuale condanna anche al pagamento delle spese.
Le indagini sono tuttora in corso per addivenire all’individuazione di eventuali ed ulteriori soggetti resisi responsabili in via concorsuale e nel frattempo sono state intraprese le procedure per la sospensione dell’erogazione della pensione di invalidità.

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