Rimozione vertici A.O. San Pio raccolte già mille firme.

La raccolta firme, promossa dall’Associazione IO x Benevento, per chiedere al Governatore Vincenzo De Luca di revocare dall’incarico il Direttore Generale e quello amministrativo, Renato Pizzuti ed Alberto Pagliafora; ha già raggiunto, in soli 3 giorni, circa mille firme. Da questa mattina siamo presenti in strada con i gazebo e i cittadini, numerosi, si avvicinano per firmare, ringraziandoci affettuosamente; incoraggiandosi ad andare avanti. Saremo presenti il lunedì, martedì e mercoledì mattina, dalle 8.30 alle 12.00, presso l’edicola tabacchino dell’Ospedale in via Delcogliano e su viale principe di Napoli, nei pressi dell’Ospedale Fatebenefratelli. Il giovedì ed il venerdì pomeriggio, dalle ore 15.00 alle ore 20.00, presso i Centri Commerciali Buonvento e Sanniti. Il sabato, dalle ore 8.30 alle ore 12.00, presso il Mercato S. Colomba e la domenica mattina, dalle 8.30 alle 12.00, davanti alle Chiese; iniziando da domenica 24 marzo con la SS. Addolorata e la Parrocchia S. Modesto.
Intanto ci giunge una lettera da una utente del Presidio ospedaliero G. Rummo di Benevento che pubblichiamo.
“Buongiorno, dopo aver letto il Vostro articolo di denuncia sulla gestione dell’Ospedale Rummo di Benevento, mi viene spontaneo raccontare la mia ultima avventura in pronto soccorso e le sensazioni provate. Premetto che sono un pendolare, in quanto lavoro a Napoli ormai da 15 anni. Con orgoglio ho sempre descritto ai miei colleghi napoletani il ps del nostro ospedale civile come un’isola felice, un ambiente accogliente e risolutivo, sebbene con tanti problemi e difficoltà. Nulla a che vedere, però, con i ps delle realtà napoletane; che ti fanno paura: ambienti dove una volta entrato, tutto pensi tranne che ti possano aiutare. Naturalmente, nulla contro gli operatori sanitari napoletani, veri eroi a lavorare in simili condizioni, ma colpa sicuramente della politica sanitaria che ancora non è riuscita a proporre un’organizzazione quanto meno decente. Tutto è caricato sulle spalle del personale, abbandonato a se stesso, con le inevitabili conseguenze che ricadono su di noi, poveri utenti. Ebbene, qualche settimana fa, sono stato costretto a ricorrere al pronto soccorso del Rummo per un malore improvviso. Trovo un ps Irriconoscibile! Pensavo che il forte dolore mi avesse così stordito da farmi immaginare di trovarmi in un altro ospedale, e non in quel del Rummo di Benevento. Un inferno! Lunga attesa per la registrazione, poi buttato seduto su una sedia, in una sala con tanti altri bisognosi di aiuto. Controllo veloce di un infermiere e poi attesa su attesa , minuti dopo minuti e, dopo ben 3 ore, finalmente sono stato trattato da un medico. Al di là delle mie considerazioni, da paziente sofferente, mi hanno colpito le motivazioni del personale in servizio, a cui chiedevo spiegazioni: confermavano, senza incertezze, la trasformazione disastrosa dell’attuale sistema organizzativo del pronto soccorso. Davvero una profonda delusione! Il nostro pronto soccorso, oggi, sembra un accampamento da guerra!
[Ricordavo un ps dove avveniva una veloce registrazione dei dati personali e i pazienti ricevevano l’assegnazione di un codice di gravità che variava in base al colore…] Perché non è più così ? Qualcuno può spiegarmi il perché di questa orrenda trasformazione? Ennesima sconfitta della Nostra città ! Non ce ne era proprio bisogno !” A questa triste lettera di un nostro concittadino siamo costretti a rispondere: hai perfettamente ragione. Il Pronto Soccorso, che dovrebbe essere il biglietto da vista di un Ospedale, è diventato davvero un inferno anche da noi. Informandoci un po’ sulle evoluzioni organizzative, abbiamo raccolto le seguenti notizie: il ps del Rummo ha subito la prima grande trasformazione nell’era Mussi. Fu creato il triage, dove i pazienti, all’ingresso, venivano etichettati con l’assegnazione di un colore a seconda della gravità crescente del malanno: bianco, verde, giallo o rosso. Inoltre erano stati creati due canali con personale e ambulatori dedicati: uno per i codici minori (bianco e verde) ed un altro per i codici più gravi (giallo e rosso). Questo sistema organizzativo, ritoccato negli anni, è rimasto operativo fino allo scorso anno con buoni risultati e con tempi di attesa accettabili, soprattutto se paragonati a quelli degli altri pronto soccorso della regione Campania. Tanti, infatti, erano i pazienti provenienti anche da altre città limitrofe.
Nel 2014, per una improvvisa carenza di personale, fu anche avviato un progetto sperimentale che aveva portato i medici di guardia medica a gestire l’ambulatorio dedicato ai codici bianchi e verdi; consentendo, così, un po’ di respiro ai medici strutturati. Questo progetto, inoltre, determinava anche un risparmio alle casse dell’ospedale: la quota oraria dei medici di continuità assistenziale costava esattamente la metà di quella dei medici strutturati. Questo esperimento, dopo un brevissimo periodo di adattamento, è risultato da subito positivo, tanto è vero che è stato rinnovato di semestre in semestre fino al 31 dicembre 2017. Quando il tutto oramai era andato a pieno regime da tempo, con i medici strutturati che potevamo dedicarsi esclusivamente ai codici giallo e rossi, e con i medici di guardia medica che ben garantivano la gestione di quelli bianchi e verdi; primo esempio di vera integrazione ospedale-territorio, invidiato da tante altre realtà ospedaliere campane e non, l’attuale management, dalla sera alla mattina, decide di interrompere questa progettualità! Decisone, ai più, parsa subito incomprensibile. Oggi, dopo oltre 1 anno, alla luce della situazione attuale in cui versa il nostro pronto soccorso, sicuramente può essere definita una scelta scellerata e senza criterio. Basta ascoltare il parere del personale in servizio che, naturalmente, non può sbilanciarsi pubblicamente. Basta leggere le ultime indicazioni della Commissione Sanità della Regione Campania in cui si afferma la necessità di utilizzare i medici di continuità assistenziale per la gestione dei codici minori nei pronto soccorso. Bene, da noi, questo servizio avviato nel 2014, con insolita lungimiranza, il 31 dicembre 2017 è stato abolito dall’attuale management. La decisione si commenta da sola ! Certo, questo progetto non aveva e non avrebbe risolto i tanti problemi del Rummo, ma almeno sarebbe servito a dare una mano concreta. Ci chiediamo: il Governatore De Luca le sa queste cose ?

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