Risparmiare durante la vendita di un auto

retesei retesei2Le necessità cambiano e spesso anche i desideri: l’auto che fino a ieri regalava grandi soddisfazioni oggi non risponde più alle nostre esigenze. Decidendo di venderla, la prima domanda che ci si pone è inerente al suo reale valore, a cui segue un secondo interrogativo: come risparmiare sulle pratiche e sul trattamento fiscale? Il valore di un’auto non è semplice da stabilire se non si conosce il mercato e non si è esperti del ramo. Alcuni fattori ne determinano la svalutazione, mentre la presenza di accessori può mantenere alto il prezzo nel tempo. Naturalmente l’anno di immatricolazione, la cilindrata, la tipologia di alimentazione e il chilometraggio hanno la loro incidenza. Non sono, però, gli unici parametri da considerare. Sicuramente il prezzo non può essere azzardato guardando le richieste degli annunci inerenti vetture affini: il valore delle auto usate reale e in linea con il mercato può essere stabilito solo da professionisti.
Sapere quanto vale la vettura è solo il primo step: il secondo è decidere a chi sarà venduta. La compravendita può avvenire tra privati ma l’auto può essere acquistata anche da un concessionario che provvederà a rivenderla o a demolirla. Se il privato vende ad un concessionario dovrà essere redatta una minivoltura: questa procedura consente di non pagare l’IPT (Imposta Provinciale Trascrizione) che è di 150,81 euro fino a 53 kW, poi aumenta. Inoltre si riduce il costo degli emolumenti ACI che diventano di 13,50 euro invece di 27 euro. In alternativa alla vendita, il privato può dare al concessionario una procura a vendere: in questo modo il rivenditore non diventa proprietario del mezzo ma viene delegato per vendere a terzi. La procura permette di risparmiare perché il rivenditore invia i dati dell’auto all’organo preposto al controllo del bollo, interrompendo l’obbligo del pagamento. La sospensione del pagamento avviene anche quando il veicolo è consegnato per la demolizione: in questo caso il rivenditore rilascia un certificato di rottamazione che sarà registrato al PRA.
Un altro aspetto importante è quello legato alla detraibilità. I costi legati all’utilizzo possono essere dedotti ma devono riguardare una sola auto: quindi il consiglio è quello di applicare questo beneficio al veicolo con l’onere di gestione maggiore. Con l’acquisto di un’auto la concessionaria rilascia la fattura: si applica l’aliquota per la deducibilità fino ad un prezzo di 18.075,99 euro. Diverso il discorso per gli agenti di commercio, perché il costo deducibile è maggiore: arriva fino a 25.822,84 euro. Per quanto riguarda le detrazioni IVA, si calcola il 40% di quella versata. Può essere detratta interamente il primo anno ma, in questo caso, l’auto non può essere venduta prima dei cinque anni. Se ciò accade si deve restituire all’Agenzia delle Entrata il 20% per ogni anno non maturato. La detrazione dell’IVA è possibile anche se il titolare di partita IVA acquista una vettura di seconda mano, naturalmente dietro rilascio della fattura.

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