Rotondi. Progetto regionale: su otto persone solo due accettano di lavorare.

Il progetto prevedeva l’ impiego di otto persone. Di queste, solo due hanno accettato. Altre due nel frattempo, hanno trovato lavoro. Una con un contratto a tempo determinato e l’altra con un part time. Meno male perché, di questi tempi, è davvero molto difficile essere assunti, sopratutto in Valle Caudina. Altre quattro, però, hanno, semplicemente, rinunciato, giudicando non conveniente ciò che a loro veniva proposto. Succede a Rotondi, dove la giunta, guidata dal sindaco Antonio Russo, ha avuto il via libera dalla regione Campania per accedere ad un progetto che prevede l’impiego di persone che sono stati espulse dai processi produttivi e non hanno più accesso ad alcun ammortizzatore sociale. Badate bene, si tratta di fondi regionali e possono essere spese solo per questa determinata categoria di lavoratori, non, per esempio, per i disoccupati di lungo corso. Il progetto era modulato per otto persone che, per un periodo di sei mesi, sarebbero state impiegate dal comune in lavori di pubblica utilità, in cambio di circa 550 euro al mese, per venti ore la settimana. Eppure, quattro persone di San Felice a Cancello hanno rinunciato, non avendo al loro dire, alcun tipo di convenzinenza. Per chi conosce i luoghi sa bene che il centro in provincia di Caserta dista solo una quindicina di chilometri dal piccolo comune caudino. Non solo, c’è anche una linea ferroviaria diretta che nel giro di un quarto d’ora unisce le due comunità. Insomma, ci sarebbero state delle spese, per l’abbonamento ferroviario o per la benzina dell’auto, ma comunque non avrebbero superato i cento euro al mese. Insomma sarebbero restati comunque 450 euro di guadagno, ma, a quanto pare, per queste persone non valeva la pena. Così delle otto persone assegnate, solo due saranno impiegate per questo tipo di lavori e sono proprio di Rotondi. Bisognerà, però, rimodulare il progetto e rispedirlo in regione, ossia, perdere ancora altri trenta giorni. Stupisce e non poco la decisione della rinuncia di queste quattro persone e induce a pensieri non certo positivi. Magari i rinunciatari percepiscono già qualche forma di reddito ma lo fanno al nero. Restano, però, inseriti in una graduatoria che concede loro delle precedenze, rispetto ai disoccupati veri. Su questa materia, dovrebbe essere arrivata l’ora di fare chiarezza, i furbi non si possono più tollerare in alcun modo. Ci sono tantissime persone che hanno realmente bisogno di lavorare, a loro dovrebbero essere data la massima priorità.

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