A Rotondi prima una rissa e poi vengono esplosi colpi di pistola contro casa pregiudicato.

La domenica sera balorda è sfociata in un attentato vero e proprio. Dei colpi di pistola, quattro o cinque, sono stati esplosi, da un’auto in corsa, contro l’abitazione di un noto pregiudicato di Rotondi. Non ci sono feriti, grazie a Dio, ma la situazione nel piccolo centro caudino diventa sempre più inquietante. Il tentato agguato, infatti, si innesta su alcuni episodi precedenti che, forse, potrebbero essere non collegati, ma la dice lunga sul clima che si sta respirando in paese. Ieri sera, ignoti hanno cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme un pallone gonfiabile che stazionava all’ingresso dell’anfiteatro comunale, dove è in corso una manifestazione sportiva serale. I gonfiabili sono due ed anche il secondo era stato cosparso di benzina, ma gli attentatori non sono riusciti a dargli fuoco. Questa sera, invece, prima dell’attentato, c’è stata una rissa tra un gruppo di persone che, al momento, non sono state identificate. E,quindi, i colpi di pistola potrebbero essere anche la risposta, una sorta di ritorsione a quel fatto. Sulla vicenda sono in corso indagini congiunte da parte dei carabinieri e degli agenti del commissariato di polizia di stato di Cervinara, diretto dal vice questore Tranquillo, il quale, si è portato a Rotondi per i primi rilievi. Si cerca la pistola, l’auto e si sta cercando di identificare gli autori di questa vicenda. Le indagini stanno cercando di mettere insieme i tasselli del puzzle che resta molto preoccupante. Non si tratta di casi isolati, perchè ci sono state altre vicende simili, come ad esempio, l’auto data alle fiamme di un altro noto pregiudicato. Non solo, risse del genere si sono svolte di frequente, anche se non ci sono state denunce, ma la pistola non era mai spuntata. Forse si stanno confrontando due gruppi criminali e la posta, in ballo ‘è il controllo del territorio, a partire dalla supremazia per lo spaccio della droga e, forse,anche del pizzo sulle attività commerciali. Non solo, siccome l’appetito vien mangiando e nessuno ha mai contrastato, seriamente, queste nuove e vecchie leve della criminalità, non è detto che la loro ombra non si possa proiettare anche su un altro tipo di attività. Ed allora, mai come in questo momento, le forze dell’ordine non possono essere lasciate da sole. Hanno bisogno di collaborazione, di sapere di poter contare su un tessuto sano, non inquinato e soprattutto, speriamo, ancora non spaventato. Sembra di assistere alla nascita di qualcosa di molto preoccupante e bisogna agire subito per estirpare il tumore, non si può attendere che vada in metastasi.

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