Rotondi. Terramia: sui conti e sul patrimonio pubblici della comunità incombe l’incognita debiti fuori bilancio

Il recente ennesimo sollecito (fine agosto) di Irpiniambiente, che vanta un credito di oltre mezzo milione di euro, e il Consiglio Comunale balneare del 10 agosto con oltre 60.000€ di debiti fuori bilancio e, ancora, le lungaggini nei pagamenti dei fornitori sono elementi allarmanti della condizione dei conti pubblici rotondesi. Il Consiglio del 10 agosto (al solito in ritardo sulle scadenze di Legge) ha confermato il carattere poco affidabile dei bilanci di previsione della maggioranza: quello approvato l’aprile scorso, con l’intervento di un costoso consulente e definito dal Sindaco Russo “un bilancio di verità”, dopo nemmeno 4 mesi era già saltato, obbligando ad una costosa (per i cittadini che di salassi ne subiscono uno dopo l’altro) manovra di riequilibrio. La causa principale era costituita da una sentenza avversa che era stata notificata al Comune nel novembre 2015 per una vicenda che risale addirittura a 30 anni addietro. Piuttosto che seguire le indicazioni di Legge che, per evitare la maturazione di oneri ulteriori a carico del bilancio dell’ente, impongono una tempestiva liquidazione del debito formatosi, Sindaco e maggioranza hanno atteso anni senza peraltro costituire in questo tempo un accantonamento per parare il colpo. Addirittura, nel Consiglio “di assestamento” di bilancio del 22/7/2016 il Sindaco Russo asseriva che “i vari responsabili di servizio hanno riscontrato … l’assenza di debiti fuori bilancio”. A fine 2016, a fronte di tanta inerzia la controparte (vincente) ha fatto intervenire ancora una volta i propri legali per notificare atti di precetto (insomma pignorare) sulle somme stabilite dalla sentenza (63.000€ “allo stato”). Sugli oneri ulteriori maturati dalla notifica della sentenza Terramia ha chiesto chiarimenti, ritenendo non accettabile che siano caricati sulla collettività e chiedendo l’accertamento delle responsabilità. Adesso, per pagare il debito la maggioranza rateizza su tre anni (senza peraltro avere un accordo formale in tal senso con il creditore) e, cosa più grave, mette in vendita il patrimonio immobiliare comunale presentando una perizia immobiliare per 140.000€ (magari sperando nella benevolenza della Corte dei Conti). Tornano dunque di attualità le criticità che fin da inizio legislatura Terramia aveva evidenziato con pacato e insistito ragionamento: un ufficio finanziario insufficiente e inefficiente, la strana mancanza di un assessorato al bilancio, poste di bilancio di fantasia e poco trasparenti, una gestione dei residui a dir poco sconcertante. Non ultimo, la sottovalutazione delle indicazioni del Revisore dei Conti che, tra le altre cose, non si stanca di chiedere chiarezza sui contenziosi in essere, proprio per individuare altri debiti fuori bilancio. A margine, Terramia esprime rammarico per la lontananza di tanti esponenti della politica locale, la cui azione è più che necessaria per riavviare un percorso di partecipazione ampia alla gestione della cosa pubblica e conseguente controllo dell’operato della maggioranza.

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