San Martino V.C.: il miracolo di Rino Gaito.

Certo che dopo una partenza da thriller nessuno si poteva immaginare che il San Martino il suo campionato con in cima l’obiettivo salvezza lo metteva in carreggiata. Lo dicevano i numeri, tre punti in otto gare, sette sconfitte e una sola vittoria, un ruolino di marcia che portava direttamente alla retrocessione. Invece quattro vittorie nelle ultime sei gare hanno cambiato tutto, quindici punti in classifica, quattro squadre dietro, la penultima la Felice Scandone con sette punti a distanza di sicurezza. Ancora una volta si può parlare di miracolo San Martino. La società caudina riesce in estate nell’impresa di unire sotto la stessa maglia tutto il mondo calcistico sammartinese, un traguardo raggiunto sul filo di lana, giusto in tempo per presentare la domanda di ripescaggio che viene prontamente accolta. Ma poi si sono dovuti fare i conti con la realtà, le risorse esigue a disposizione, con qualche puntello alla squadra, ma niente di straordinario. Ecco allora che ci pensa Rino Gaito, l’allenatore dello straordinario primo anno in Promozione del San Martino. Tornato anche lui ad allenare con tanta voglia di riscatto, dopo la brutta esperienza di Cervinara, il tecnico caudino non si abbatte, carica, plasma, richiama anche con toni non sempre dolci, il manipolo di giovani che ha a disposizione. Arriva qualche rinforzo che agevola il compito, ma è lui indiscusso leader nel lavoro con i giovani ad impostare un lavoro che certamente avrebbe dato i frutti. Ed i frutti sono incominciati ad arrivare, il San Martino ha perso tante partite, ben nove, è risultata la difesa più bucata del torneo con trentasei reti subite, ma non si è mai abbattuto, ha giocato sempre, in qualche caso perdendo anche per sfortuna, ma facendo crescere partita dopo partita la sua indole combattiva. Una partita come quella ultima vinta con l’Artemisium se non metti in campo queste caratteristiche, se non rischi, non la vinci. Il mezzo capolavoro di Gaito è stato quello di rischiare un duo di attacco che nessuno mai avrebbe proposto, Teti ed Esposito, trentaquattro anni in due, in campo dall’inizio, i migliori. Ecco quindi che ancora una volta si può parlare di miracolo San Martino che dal baratro è tornato alla luce. Ora la formazione caudina può affrontare il girone di ritorno con maggiore tranquillità, ben sapendo che non sarà semplice arrivare alla salvezza, ma anche con la consapevolezza a saper vendere cara la pelle.

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