San Martino V.C.: interesse per tre impianti di compostaggio di comunità.

Potrebbe essere un esempio da seguire, per tutte i centri della Valle Caudina. Un modo per limitare, al massimo, la produzione dei rifiuti, per abbattere il conferimento dell’umido che è una delle voci più gravose della tari. San Martino Valle Caudina ci prova. La giunta, in particolare il progetto è seguito dal vice sindaco Franco Capuano e dall’assessore Loredana Lanzotti, ha risposto alla manifestazione di interesse della regione Campania per tre impianti di compostaggio di comunità. Ora bisognerà attendere di capire chi vorrà premiare Palazzo Santa Lucia, Intanto, dai conti forniti da Irpiniambiente, con i tre impianti, ci hanno spiegato i due componenti della giunta Pisano, si dovrebbe assorbire quasi per intero l’umido prodotto sul territorio comunale. Attualmente, il piccolo centro caudino, infatti, produce 460 tonnellate di umido l’anno. Con la realizzazione dei tre impianti, se ne dovrebbero assorbire 390 tonnellate, quindi, ne resterebbero solo 70.I tre impianti dovrebbero essere localizzati in due punti, in via Aniello Viscione e nei pressi dell’isola ecologica. Bisogna chiarire bene alcuni concetti. Innanzitutto le compostiere di comunità sono impianti modernissimi e supersicuri. Addirittura hanno dei filtri che abbattono completamente gli odori. Non solo, gli impianti devono essere a vista dei cittadini, dato che devono essere proprio loro a conferire la frazione umida del rifiuti. Infine, il compost prodotto, che è un fertilizzante deve essere distribuito agli stessi cittadini, alle aziende agricolo e quello che resta utilizzato per il verde pubblico del comune. Si potrebbe trattare di una piccola grande svola, per abbattere i costi e portare giovamento a chi investe in agricoltura.

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