San Martino Valle Caudina. Riqualificati i fatti nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni

Nel tardo pomeriggio di oggi, si è concluso il processo che vedeva alla sbarra due noti pregiudicati caudini, D.M.G. e D.M.P., difesi dall’avvocato Valeria Verrusio. I due, accusati di estorsione aggravata ai danni di un imprenditore di Apollosa, avrebbero costretto quest’ultimo a consegnare loro dapprima delle somme di danaro e, successivamente, una autovettura di grossa cilindrata.
Fatto, quest’ultimo, non verificatosi solo grazie al solerte intervento dei Carabinieri della locale stazione di Montesarchio. Le indagini erano scaturite dalla denunzia presentata della persona offesa che, a fronte delle pressanti richieste e delle azioni violente perpetrate per settimane dai due imputati, aveva deciso di raccontare tutto ai Carabinieri della locale stazione di Montesarchio .
La meticolosa attività investigativa, durata circa due anni, aveva confermato i frequenti ed anomali contatti tra gli imputati e l’imprenditore, giungendo così alla contestazione del grave reato di estorsione aggravata. Oggi, il Tribunale di Avellino, condividendo le argomentazioni giuridiche sostenute dall’avvocato Valeria Verrusio nel corso della sua arringa difensiva, ha riqualificato il fatto nel più mite reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e condannato i due cugini alla sola pena di mesi sei di reclusione. Non solo. Essendo emersi, nel corso della lunga ed articolata istruttoria dibattimentale, seri profili di responsabilità a carico della sedicente persona offesa, il Tribunale ha altresì disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica Irpina per il reato di false dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria.

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