Sant’Agata dei Goti ricorda Angelo Mario Biscardi

“Angelo Mario Biscardi, nato a Sant’Agata de’ Goti, fin da giovanissimo si interessò della politica, ed in particolare di quella locale, militando nelle fila del Partito Liberale Italiano. Eletto Consigliere Comunale di Sant’Agata de’ Goti nel 1975 rivestì in seguito le cariche di Assessore alle Finanze, Assessore alla Pubblica Istruzione, ed infine, Assessore all’Urbanistica con delega a Vice Sindaco. Il 3 ottobre 1985, alla Località Tuoro di Sant’Agata de’ Goti, rimase vittima di un vile e barbaro agguato che lo sottrasse immaturamente alla famiglia e alla Comunità cittadina. Il 26/09/2002, il Prefetto di Benevento ai sensi e per gli effetti di cui all’art.9 della Legge 302/90, certificava che Angelo Mario Biscardi era “deceduto quale vittima della criminalità organizzata a seguito di evento criminoso avvenuto in Sant’Agata de’ Goti – Località Tuoro il 03.10.1985”.
Oggi 23 Marzo 2019 nella settimana in cui ricorre la #Giornata della #memoria e dell’impegno in #ricordo delle #vittime innocenti delle mafie, la giornata del 21 Marzo, istituita per #ricordare coloro che sono stati uccisi per mano delle organizzazioni malavitose, è il momento più significativo per compiere un #doveroso atto al fine di commemorare Angelo Mario Biscardi con la #intitolazione di questa Piazza, questa, si proprio questa piazza, questo luogo, a Lui molto caro ed al quale era fortemente legato.
Mi piace ricordare che, il significato forte di questa settimana ed in particolare del 21 marzo, nasce dal dolore di una mamma. In una giornata estiva. Il sole splende sulla autostrada tra Punta Raisi e Palermo. Magistrati, rappresentanti delle istituzioni e delle forze di polizia, cittadini e studenti commemorano il primo anniversario della strage di Capaci. C’è anche don Luigi Ciotti sul luogo del dolore. Prega, in silenzio. Quando, all’improvviso, si avvicina una donna minuta: si chiama Carmela, è vestita di nero e piange. La donna prende le mani di don Luigi e gli dice: «Sono la mamma di Antonino Montinaro, il caposcorta di Giovanni Falcone. Perché il nome di mio figlio non lo dicono mai? È morto come gli altri». Soffre, Carmela: in quel primo anniversario della strage la memoria di suo figlio Antonio, e dei suoi colleghi Rocco e Vito, veniva liquidata sotto l’espressione “i ragazzi della scorta”. Da questo grido di identità negata nasce, il 21 marzo, primo giorno di primavera, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare da nessuno il suo nome. Nessuno. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome.
Un lungo elenco che diventa memoria
Ogni anno in una città diversa, ogni anno un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. Per farli esistere nella loro dignità.
La #giornata della #memoria e dell’impegno in #ricordo delle #vittime innocenti delle mafie è Il 21 marzo perché in quel giorno di #risveglio della #natura si #rinnovi la primavera della #verità e della giustizia sociale, perché solo facendo memoria si getta il seme di una nuova #speranza.
Ebbene oggi Noi qui con questa stele commemorativa vogliamo scandire la memoria di Angelo Mario Biscardi, per farlo esistere nella sua #dignità, per #rinnovare la primavera della #verità e della #giustizia sociale e facendo #memoria vogliamo gettare un #seme di nuova #speranza..”

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