Santuario Montevergine escluso dai finanziamenti della Regione Campania.

Bisogna seguire le procedure e stare attenti anche ai più piccoli cavilli. C’è una sorta di inflessibilità., che è anche giusta per accedere ai finanziamenti pubblici. Poi, però, sarebbe anche il caso di capire dove e come utilizzare questi fondi. Si parla tanto di cabine di regia, ma poi quando servono non ci sono mai. Ad esempio, per quanto riguarda lo sviluppo della Campania interna, da circa un decennio si pontifica sulla penetrazione turistica. Ad attrarre i visitatori dovrebbero essere un ambiente incontaminato, luoghi suggestivi e ricchi di storia e la prelibatezza dell’enogastronomia. Accanto a questi elementi si affianca il turismo religioso. Sempre da anni si parla di via Franchigena e di una sorta di mappa che dovrebbe legare chiese e santuari. Ebbene, ci sono, però, dei luoghi che non hanno certo bisogno di essere inseriti in qualche percorso. Uno è certamente il santuario di Montevergine. Ogni anno, il culto di Mamma Schiavona fa salire sulle vette del Partenio, almeno un milione di persone. Ebbene, un sistema turistico adeguato dovrebbe fare in modo che la gente in visita al santuario possa fermarsi a dormire dalle nostre parti, almeno per una notte. Anche per questo motivo vengono stanziati i fondi pubblici. Ebbene, il santuario di Montevergine, non è entrato tra i luoghi di culto che saranno finanziati dalla regione Campania. Ci sarà stato, certamente, qualche errore di procedura, ma tenuto conto dell’importanza del luogo, non si poteva fare in modo che l’istruttoria andasse a buon fine? Con il massimo rispetto per chi ha ottenuto il finanziamento, ma pensiamo che nell’Italia meridionale, dopo San Giovanni Rotondo, non esiste luogo di culto che attira di più di Montervergine. Ma, purtroppo, non si riesce mai a creare un sistema virtuoso che tenga veramente conto del valore della proposta.

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