Scarichi abusivi nei fiumi Isclero, Calore e Sabato: scattano le denunce per i Sindaci.

I sindaci di Benevento, Mastella,Airola, Napoletano, Castelpoto, Fusco, Limatola, Parisi, Torrecuso, Cutillo e Forchia Giordano, sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura della repubblica di Benevento perché accusati di inquinamento ambientale. Contestualmente, questa mattina il gip del tribunale di Benevento ha autorizzato i carabinieri forestali e la capitaneria di porto di Torre Del Greco a porre sotto sequestro diversi scarichi di questi comuni che arrivano, direttamente, nei fiumi Calore, Sabato ed Isclero. Si tratta di scarichi non depurati che avrebbero procurato, oltre all’inquinamento delle acque dei fiumi anche una vera e propria ‘alterazione idrografica e che i primi cittadini non avrebbero impedito, da qui la loro responsabilità penale. Su questa vicenda c’era stata già una prima indagine nel biennio 2009/2010. Due anni fa, però, è stata rimodulata a causa di una verifica dell’inquinamento del fiume Volturno, di cui Calore, Sabato ed Isclero sono affluenti. I tecnici dell’Arpac avevano verificato che questa fase di inquinamento del Voturno era determinata da scarichi diretti, arrivati, però, dai fiumi affluenti. Visto che gli affluenti sono tutti in provincia di Benevento, le indagini penali per riscontrare i motivi dell’inquinamento sono passate, per competenza territoriale alla procura dal capoluogo sannita, guidata da Aldo Policastro. Così, dopo circa due anni di indagini, sono stati individuati tutti gli scarichi, diretti e non depurati, molto numerosi, che arrivano nei fiumi Calore, Sabato ed Isclero. Allo stesso tempo sono stati individuate le competenze territoriali e questa mattina sono scattati i sequestri preventivi e gli avvisi di garanzia. Il capo della procura della repubblica Policastro spiega, nel comunicato stampa per illustrare l’operazione, che le autorità amministrative competenti, ossia i sindaci, possono esercitare, con il massimo rigore, i propri poteri. Non solo in materia di depurazione ma anche in materia di concessione di nuovi permessi di costruire, di permessi di abitabilità, autorizzazioni allo scarico di reflui nelle pubbliche fognature, autorizzazione all’inizio o continuazione di qualsiasi attività commerciale artigiana ed industriale, in assenza di autonomi impianti di depurazione delle acque reflue e fognarie. Insomma, si suggerisce il pugno duro per evitare che possano continuare degli scarichi che mettono a grave rischio la salute delle acque dei fiumi.

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