Sconto di dieci anni ai luogotenenti del clan D’Ausilio

Tripodi Roberto e Marigliano Gennaro, uomini di fiducia del noto boss Mimì D’Ausilio, soprannominato ‘o sfregiato”, il 18 luglio 2014 furono condannati ad anni 29 di reclusione dal Tribunale di Napoli – I sezione penale – per numerosissimi reati, tra i quali associazione a delinquere di tipo mafioso, tentati omicidi, estorsioni, rapine nonché per detenzione e porto in luogo pubblico di armi da sparo.
Oggetto delle indagini fu la operatività del gruppo camorristico operante nel territorio di Bagnoli, Cavalleggeri D’ Aosta ed Agnano dal 2007 in avanti. L’impianto accusatorio costruito dalla Direzione distrettuale antimafia in data 26.10.15 fu in larga prevalenza avallato dalla Corte di Appello di Napoli – VI sezione penale – la quale ritenne Tripodi il braccio destro del capoclan Mimì D’Ausilio e portavoce dei suoi voleri, mentre attribuì al Marigliano il ruolo di Killer del clan .
La battuta di arresto all’inchiesta si registrò solo innanzi alla Suprema Corte di Cassazione che all’udienza del giorno 01.12.16, in accoglimento del ricorso proposto dalla difesa, decretò la necessità di svolgere di un nuovo giudizio innanzi alla Corte di appello, tra l’altro escludendo per il Tripodi anche la qualità di direttore ed organizzatore del clan D’Ausilio .
Così, oggi, innanzi alla quinta sezione della Corte “napoletana” si è tenuto il giudizio di rinvio.
La decisione assunta è stata la seguente: anni 18 in totale inflitti al Marigliano per due episodi di tentato omicidio di tipo mafioso, rispettivamente commessi agli inizi dell’ anno 2008 ai danni di Ciro Rigillo ed ai danni di Patrizio Zinco, partecipazione alla associazione di stampo mafioso, detenzione e porto in luogo pubblico di rami da fuoco; anni 19, mesi 4 e giorni 24 inflitti al Tripodi il quale rispondeva, oltre che dei medesimi reati attribuiti a Marigliano, anche di ulteriori tre episodi di estorsione. Quindi, è avvenuta una forte riduzione delle pene a suo tempo inflitte con la possibilità comunque di poter proporre un ulteriore e nuovo ricorso per cassazione da parte dell’avv. Dario Vannetiello del Foro di Napoli, difensore di fiducia di entrambi gli imputati.

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