Sdegnata dalle parole di Iannaccone: la risposta del direttore generale Asl Av.

Il Direttore Generale dell’Asl risponde alle accuse di Arturo Iannaccone, revocato” dall’ente di via degli Imbimbo. Ho provato e provo sdegno per le dichiarazioni rese alla stampa da Arturo Iannaccone in riferimento al provvedimento di revoca dell’incarico che ricopre presso la Asl di Avellino. Sdegno per i toni usati, sdegno per il contenuto delle sue gravissime affermazioni che ledono non solo la mia reputazione, ma soprattutto quella dell’Azienda che io sono stata chiamata a dirigere e presso la quale lui ha prestato servizio. La posizione di Iannaccone è strumentale ed infondata e, soprattutto, tradisce una mentalità che non mi appartiene che è quella di un utilizzo privatistico degli uffici pubblici. Devo, perciò, categoricamente respingere al mittente queste accuse perché fanno riferimento a metodi che non mi appartengono. Le parole di Iannaccone mi offendono, perciò, dal punto di vista professionale e dal punto di vista personale. Ed è per questo che mi vedo costretta a tutelare la mia persona e quella della Asl di Avellino in tutte le sedi possibili. Entrando, poi, nel merito della vicenda che Iannaccone goffamente ha provato a ricostruire, devo dire che l’Ufficio Procedimenti Disciplinari ha lavorato seguendo la normativa vigente, in piena autonomia e con assoluto scrupolo. Non c’è stata, come ovvio, alcuna ingerenza o pressione da parte di alcuno. I due pesi e due misure a cui Iannaccone fa riferimento sono solo nella sua testa, sono l’ossessione di chi crede di essere molto più ingombrante di quello che realmente è. Iannaccone è un dipendente dell’Asl esattamente come tutti gli altri. Ed è stato considerato in maniera paritaria agli altri, così come il suo caso è stato affrontato con gli stessi parametri oggettivi utilizzati per gli altri. Questa vicenda è allo stesso tempo grave e misera. Per quanto riguarda il suo incarico presso l’Asl Iannaccone ha a disposizione tutti gli strumenti per opporsi ad un provvedimento che reputa ingiusto. Ma non gli è consentito di gettare fango su di me e sull’Azienda. Non posso consentirglielo e non glielo consentirò oltre.

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