S’è riunito il Comitato direttivo della Cgil di Avellino.

Presso il Centro per la Formazione e Sicurezza in Edilizia (Cfs) ad Atripalda in contrada San Lorenzo, s’è riunito il comitato direttivo della Cgil di Avellino. Il segretario generale, Franco Fiordellisi, ha relazionato sull’andamento dell’azione sindacale spronando i segretari di categoria per un’azione sempre più incisiva. Non sono mancati diversi passaggi sullo stato di salute del sindacato in provincia di Avellino, ma anche sulla città capoluogo, sulle tante vertenze che negli ultimi mesi hanno interessato l’Irpinia e un riferimento al quadro nazionale. «È necessario – dice Fiordellisi – valutare quanto sta accadendo nel nostro Paese, muovendo confronto con il Governo sui tanti temi dalle pensioni, alle modifiche su JobsAct e Buona scuola, al lavoro e all’attenzione per quelli che saranno gli investimenti per il Mezzogiorno. E ancora, ma non importante, sulle azioni collettive in difesa della democrazia e dei diritti umani universali: senza queste prerogative la Cgil avrebbe seri problemi ad affrontare le crisi e chiedere con forza il diritto al lavoro e a un lavoro dignitoso per tutti». «Insieme – prosegue Fiordellisi – dobbiamo sentire la responsabilità di ricostruire un diverso pensiero sociale, una nuova cultura nella società. Questo è possibile se spostiamo l’attenzione dal conflitto sociale che si è determinato fra gli ultimi e i penultimi e riportiamo le persone al centro. Se riaffermiamo con forza il valore dell’umanità». Per queste ad Avellino abbiamo lanciato la rete Soma (Solidarietà e mutualismo) contro le povertà di ogni genere. Chiaramente tanto deve essere ancora fatto per ricreare una comunità che agisca prima di tutto volontariamente in quanto iscritti Cgil e poi nella qualità di funzionario, dipendente. O siamo volano del nostro cambiamento nell’agire quotidiano o davvero consegneremo questa grande e gloriosa organizzazione all’oblio in poco tempo».
«Ad Avellino, l’attività politica e le vertenze – dall’Iia all’Aias, Ipercoop o Villa dei Pini, solo per citarne alcune – si riconsegnano un quadro a tinte fosche, non c’è la ripresa e quindi le attività di tesseramento sono principalmente dai servizi e allora con i servizi si deve interagire per la presa in carico dei nuovi iscritti da servizi e su questa strada dobbiamo velocemente fare azioni e progetti mirati, altrimenti la fine di naspi, mobilità ci porterà un decremento degli iscritti pesantissimo nelle categorie storiche come Filctem, Fiom e Fillea»

«Abbiamo una grossa responsabilità nei confronti dei nostri iscritti, dei lavoratori e dei pensionati, e quindi abbiamo sempre cercato il coinvolgimento massimo con le informazioni e la discussione anche sulle piattaforme digitali, ma nelle iniziative culturali e di mobilitazione promosse nel 2017 a sostegno di svariate vertenze la presenza dei delegati, componenti assisi direttive ed infine degli iscritti è sempre rarefatta. Eppure tutte queste iniziative hanno permesso di aprire confronti importanti con vari soggetti privati e istituzionali, ma oggettivamente se non siamo convintamente presenti alle nostre iniziative chi teorizzata la disintermediazione rispetto ai corpi intermedi e la negazione del ruolo di rappresentanza generale, confederale, delle organizzazioni sindacali, quindi parlo sia di dirigenti del PD, come Renzi, che di dirigenti del M5S, i confronti nel prossimo futuro saranno sempre più problematici».

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