Si allarga lo scandalo della cupola che pilotava appalti ai ministeri. Il declino dei fratelli Pizza.

Indagati per corruzione un deputato di Ap e l’ex sottosegretario del governo Berlusconi ora segretario Dc e proprietario del suo storico simbolo: Antonio Marotta e Giuseppe Pizza nell’inchiesta romana che ha portato a 24 arresti. La procura di Roma indaga sull’intreccio tra imprenditoria e politica corrotta capace di gestire appalti, stabilire nomine e dispensare favori e mazzette. Personaggi che potevano contare su amicizie illustri, addirittura ‘altissime cariche istituzionali’. Giuseppe Pizza è originario di Cervinara, da sempre fedele ai valori dello scudocrociato. Anche dopo il naufragio della “Balena Bianca”, travolta dall’uragano Mani Pulite. Di sicuro, in famiglia il colpo devono averlo accusato: coinvolto lui, arrestato il fratello, Pizza Raffaele, di due anni più giovane. Considerato dalla Procura di Roma, “costitutore, promotore e organizzatore” di un’associazione per delinquere che lucrava indebitamente, grazie alle condotte illecite dei suoi aderenti, a vario titolo accusati di reati che vanno dal riciclaggio alla truffa, dalla corruzione all’appropriazione indebita, attraverso un complesso sistema di fatturazioni per operazioni inesistenti. Una brutta storia quella che coinvolge i fratelli Pizza. Con inevitabili ricadute sul ruolo pubblico di Giuseppe. Cresciuto nel movimento giovanile della storica Dc, nel quale ha militato dal 1969 al 1975, anche come componente della direzione nazionale e della giunta esecutiva ai tempi in cui Arnaldo Forlani prima e Amintore Fanfani poi guidavano il partito. Nel 1994, dopo la bufera Mani Pulite, seguendo l’iniziativa di Flaminio Piccoli, ha sostenuto il progetto di Rinascita della Democrazia Cristiana. Prima di fondare un nuovo soggetto politico, rivendicando nome e simbolo (o scudocrociato) della storica Dc, del quale viene eletto all’unanimità segretario nazionale nel 2003. Guida il partito alle elezioni europee del 2004 sotto le insegne di “Paese Nuovo”. Con risultati deludenti, anche a causa della diatriba giudiziaria aperta sulla titolarità del vessillo del partito. Una vertenza legale che si chiuderà nel 2006, quando gli viene attribuita la titolarità del nome e del simbolo della Democrazia cristiana. E’ Giuseppe Pizza il legittimo erede della storica Dc. Tornata alle prese, quasi un quarto di secolo dopo l’esplosione di Mani Pulite, con una nuova grana giudiziaria: un avviso di garanzia al suo segretario e l’arresto del fratello.

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