Sindaci minacciati, dal Parlamento pene più severe

Arriva il sì definitivo dell’Aula della Camera alle norme per garantire protezione dalle intimidazioni ai sindaci e agli amministratori locali, ma anche ai consiglieri regionali ed ai parlamentari con un inasprimento delle pene previste. Un fenomeno che ha raggiunto dimensioni preoccupanti: solo lo scorso anno sono sati censiti 454 atti intimidatori contro amministratori locali. I voti a favore sulle norme a tutela dei Corpi politici, amministrativi o giudiziari e dei loro singoli componenti, sono stati 268, nessun contrario, 74 gli astenuti (M5S e Lega). Queste, in sintesi, le principali novità: * Più tutele a singoli amministratori – Viene estesa ai singoli componenti l’attuale fattispecie che punisce, con la reclusione da uno a 7 anni, ogni violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario. La formulazione allargata, in pratica, tutela i singoli amministratori locali in quanto tali, anche quando operano al di fuori dell’organismo collegiale. Nei confronti delle intimidazioni si procede d’ufficio e si può far ricorso alle intercettazioni. L’arresto in flagranza diventa obbligatorio ed è applicabile la custodia cautelare in carcere. La pena, inoltre, è aumentata fino a un terzo se la violenza o la minaccia sono commesse con armi, da più persone o persona a viso coperto, da associazioni segrete o in forma anonima. * Stop minacce interdittive – Rischia da uno a 7 anni anche chi minaccia o usa violenza per ottenere o impedire l’adozione di un provvedimento (anche legislativo) o a causa della sua adozione. * Aggravante da ritorsione – Scatta l’aggravante quando alcuni specifici delitti (lesioni, violenza privata, minaccia o danneggiamento) costituiscono intimidazioni ritorsive per un atto compiuto nell’adempimento del mandato. In questo caso la pena aumenta da un terzo alla metà. L’aggravante non si applica però se a causare l’intimidazione è stato l’amministratore eccedendo in modo arbitrario i limiti delle sue attribuzioni. * Atti intimidatori contro candidati – Intimidire un aspirante consigliere comunale costerà il carcere. Sarà punito con la reclusione da 2 a 5 anni chi ostacola, con minacce o atti di violenza, la partecipazione di candidati alle elezioni comunali o regionali. * Monitoraggio minacce contro amministratori – Vengono definiti funzionamento e composizione dell’Osservatorio sul fenomeno degli atti intimidatori contro gli amministratori locali che ha il compito di monitorare il fenomeno e promuovere iniziative di formazione e a favore della legalità. Intanto proprio oggi “Avviso Pubblico” ha reso noti i numeri degli amministratori locali minacciati nel 2016: sono 454, uno ogni 19 ore. Il fenomeno ha coinvolto 18 Regioni, 77 Province – il 72% del totale – e 295 Comuni – il 10% in più nel confronto con il 2015. Il 76% degli atti intimidatori agli amministratori locali si concentra nel Sud e nelle Isole. La Calabria è la regione più colpita nel 2016: 87 casi, con un allarmante +70% rispetto al 2015; a seguire la Sicilia. Maggio è il mese maggiormente “sotto tiro”, il periodo elettorale si conferma dunque il più a rischio. Soddisfazione per l’approvazione della nuova normativa a tutela dei sindaci è stata espressa da Doris Lo Moro, che ha presieduto la Commissione d’inchiesta sul fenomeno degli atti intimidatori contro gli amministratori locali. “Il Parlamento alza gli scudi attorno ai sindaci: una legge che si fa carico del “corpo a corpo” quotidiano che in molti territori devono affrontare per fare il proprio dovere”, ha commentato il relatore alla Camera, Davide Mattiello del Pd.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*