Strage del bus chieste pesanti condanne per vertici Autostrade

Al termine della sua requisitoria il procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, ha chiesto pesanti condanne per i vertici di Autostrade accusati di concorso in omicidio, lesioni e disastro colposo.
La Procura ha chiesto dieci anni di reclusione per Giovanni Castellucci, amministratore delegato della società Autostrade per l’Italia, per Riccardo Mollo, direttore della Direzione Servizi Tecnici e Condirettore Generale della Operations e Maintenance, per Giulio Massimo Fornaci, responsabile dell’articolazione “Pavimentazione e barriere di Sicurezza”, per Marco Perna, responsabile del procedimento relativo al “progetto di sostituzione e potenziamento delle barriere di sicurezza e di bordo laterale” dell’Autostrada A16 Napoli-Canosa, per Paolo Berti, direttore del VI tronco della società autostrade per l’Italia dal 2009 al 2012, per i predecessori Nicola Spadavecchia e Michele Renzi, e per Gianluca De Franceschi, responsabile dell’Area di servizio del VI tronco, per i successori Gianni Marrone e Bruno Gerardi, per Michele Maietta, coordinatore del Posto di Manutenzione centro esercizio dal 2006 al 2011 e per Antonio Sorrentino coordinatore Posto di Manutenzione e centro di esercizio dal 2011. All’amministratore delegato di Autostrade la Procura di Avellino contesta negligenza, imperizia e imprudenza, oltre che violazione delle norme che garantiscono la circolazione autostradale in sicurezza, per aver omesso di provvedere – in occasione dell’adeguamento di tratti significativi di tronchi stradali – alla riqualificazione dell’intero viadotto Acqualonga. In particolare nella sostituzione delle barriere di sicurezza ritenute, dagli inquirenti, non adeguate alla infrastruttura autostradale. Il mancato adeguamento – rispetto alle misure di sicurezza – è poi contestato, in proporzione ai ruoli ricoperti, anche gli altri imputati. Anche alla luce di quelli che, nel capo di imputazione, vengono indicati come “gravi e anomali fenomeni corrosivi degli elementi metallici”. Una richiesta di condanna la cui eco è alimentata dalla boutade mediatica che ha travolto Autostrade per l’Italia dopo il crollo del ponte Morandi al Genova. Il governo ha avviato le pratiche di revoca dell’appalto della società. E i vertici, fra i quali Castellucci, si sono trovati al centro dell’indagine sul disastro che è costato la vita a oltre quaranta persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.