Strage del bus: i parenti delle vittime contro Lametta.

«Vergognati assassino». «Con che faccia hai il coraggio di presentarti qui?». Con queste frasi rivolte a Gennaro Lametta e gli uomini della Digos di Avellino a tenere a bada i parenti delle vittime si è chiusa la nuova udienza sul processo della Strage del bus che vede imputati il proprietario del bus precipitato dal Viadotto Acqualonga e che causò la morte di 40 persone, Società autostrade e funzionari della Motorizzazione civile di Napoli. La presenza di Lametta, che non ha mai assistito ad un’udienza, dopo aver rischiato il linciaggio in più di una occasione quando il processo si teneva nell’Aula Blu del Carcere Borbonico di Avellino, era prevista. In accordo con il suo legale Sergio Pisani ha deciso di presentarsi in aula per rivolgere al giudice, Luigi Buono, delle dichiarazioni spontanee in merito ad una registrazione audio che lo stesso Lametta ha ammesso di aver effettuato in presenza del suo meccanico. Secondo quanto sostiene Lametta, supportato anche da un teste, il meccanico in questione avrebbe Controllato e successivamente ingrassato l’impianto di trasmissione dell’autobus, salvo poi smentire di averlo fatto dopo essere venuto a conoscenza della tragedia.
Per il resto Lametta ha assistito all’intera udienza in silenzio, seduto in un angolo, occhi bassi e capo chino. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 26 maggio.

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