Il Consiglio di Stato da ancora torto a Iuliano e Romano: condannati a pagare anche le spese.

Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso per revocazione della sentenza del Consiglio di Stato sez.III, n.368/2017 che ha respinto gli appelli avverso la sentenza n.1376/16 del Tar Campania-Sezione Staccata di Salerno e presentato da Vincenzo Iuliano e Gerarda Romano difesi e rappresentati dagli avvocati Andrea Abbamonte, Nicola Di modugno, Dimitri Monetti…….”Questa sezione, con la sentenza n.368/2017, ha respinto tutti gli appelli. In particolare, per quel che interessa la presente impugnazione per revocazione, nella sentenza è stato esaminato e respinto il terzo motivo dell’appello di Iuliano e Romano. Ciò, dando atto che con tale motivo gli appellanti sostengono che nella fattispecie avrebbe dovuto essere applicato l’art.85 del d.P.R. 570/1960 (rinnovazione totale) e non l’art.77 della medesima fonte normativa (rinnovazione parziale). Ed in ogni caso i voti invalidi sarebbero circa il 30 % tali da imporre la rinnovazione totale delle elezioni. E ritenendo che “Anche questo motivo è infondato. Il giudice di prime cure ha correttamente applicato l’art.77. Il Consiglio di Stato ha condannato i ricorrenti al pagamento in favore del controinteressato Tangredi della somma di euro tremila, oltre agli accessori di legge, per spese della fase di giudizio, che viceversa compensa nei confronti degli altri cointeressati costituiti.

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