Terramia e Comitato per il medico di base dicono no alla chiusura del pronto soccorso di S. Agata de Goti

“Ci opponiamo al de-finanziamento del servizio sanitario. Facciamo dunque nostre le parole del vescovo della diocesi di Telese, Cerreto Sannita e Sant’Agata dei Goti, monsignor Domenico Battaglia, quando, riferendosi alla chiusura dell’ospedale S.Pio, dice che il diritto alla salute non può essere asservito alla logica del profitto, sopratutto in un territorio interno e mal collegato”. Così si sono espressi il coordinatore del Comitato per la medicina di base di Rotondi e il capogruppo della minoranza consiliare Giuseppe Mainolfi che hanno inviato a monsignor Battaglia e al Sindaco di S. Agata un messaggio di solidarietà, ricordando come anche Rotondi viva una vicenda analoga poiché da anni migliaia di assistiti hanno il medico di famiglia in altro comune. Il coordinatore del Comitato, dr. Franco Brevetti, opera professionalmente nel contesto santagatese e tiene i contatti con tanti che sono lì mobilitati. “Si tratta di una vicenda che ha molto in comune con la battaglia che portiamo avanti a Rotondi: in entrambi i casi, si vogliono far prevalere considerazioni economiche sul diritto alla salute”. Sulla vicenda della carenza di medici di base a Rotondi, il gruppo Terramia sta aprendo un nuovo fronte verso l’ospedale Rummo, cui è stata fatta richiesta di informazioni sul fenomeno dei codici bianchi al pronto soccorso. Per il capogruppo “il nuovo modello sanitario regionale prevede che i medici di base dovrebbero alleggerire le strutture ospedaliere di tutti quegli interventi non urgenti e senza pericolo definiti appunto codici bianchi. Noi riteniamo invece che l’attuale situazione stia producendo un risultato opposto. Vogliamo anche capire se e perché e con quale intensità i medici di medicina generale – magari come conseguenza di un eccesso di assistiti – siano essi stessi a indicare il pronto soccorso”. Intanto, si attendono gli ulteriori sviluppi che deriveranno dall’intervento presso la Direzione della ASL di Avellino del deputato Pasquale Maglione che sulle carenze dei medici di medicina generale nelle zone interne ha annunciato anche il coinvolgimento dei deputati regionali del M5S.

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