Terremoto:domani ‘Io non rischio’, in piazza per prevenzione

Cosa fare in caso di calamità naturali, consigli di buon senso da attuare durante le emergenze e indicazioni per la messa in sicurezza delle abitazioni. Domani 5mila volontari della Protezione Civile saranno nelle piazze di tutte le città italiane per la campagna di informazione ‘Io non rischio’, arrivata alla settimana edizione, con l’obiettivo di far conoscere ai cittadini i rischi e come difendersi. “La prevenzione – ha detto in una conferenza stampa il Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli – è lo strumento più importante per fronteggiare la calamità naturali e di origine antropica. Nelle 103 piazze dei capoluoghi di provincia daremo le informazioni su alluvioni, terremoto e maremoto. Oltre ai gazebo ci saranno dei percorsi sportivi e ludici che mirano alla conoscenza del territorio”. La Protezione civile metterà in campo oltre 5mila volontari appartenenti a 750 sezioni e saranno coinvolti personaggi dello spettacolo, dello sport e della cultura. “Questa campagna – ha aggiunto Borrelli – ha un testimonial d’eccezione, il presidente della Repubblica, che il 3 ottobre ad Assisti l’ha menzionata e definita ‘preziosa ed efficace'”. Verranno impartite sono semplici regole di comportamento che in caso di calamità possono salvare delle vite: se c’è l’allerta alluvione, ad esempio, non dormire nei piani seminterrati, se è necessario spostarsi valutare bene il percorso e verificare che la scuola dei propri figli sia informata dell’allerta; in caso di terremoto, prima di uscire di casa chiudere il gas e la luce, e se si è all’aperto allontanarsi da edifici, alberi o lampioni. Borrelli ha sottolineato che da parte del Dipartimento della Protezione Civile c’è “il massimo impegno sull’intelligibilità del sistema di allertamento. Si è fatto un po’ di polemica sull’alluvione di Livorno, ma il sistema è ormai rodato, funziona è ha funzionato anche in quell’occasione. Bisogna comprendere l’allerta. Abbiamo emanato a febbraio delle raccomandazioni operative e chiesto alle Regioni di rendere omogeneo il sistema di allertamento e le conseguenti azioni. Ad oggi sono 12 le Regioni che l’hanno fatto. Bisogna stringere sui tempi”. Borrelli ha anche ricordato che “il 14% dei Comuni italiani non ha piani di protezione civile. I Comuni devono colmare questo vuoto, nell’interesse della popolazione. Su questo avremo un’attenzione costante”.

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