Una Rosa tra le Spine, la Serva di Dio Madre Teresa Lanfranco di Mons.Pasquale Maria Mainolfi.

Alcuni anni fa si svolse a Loreto un seminario di studi organizzato dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale della famiglia della CEI e dell’USMI. Quanto mai felice il titolo: «Verginità e matrimonio. Due parabole dell’Unico Amore». L’esortazione apostolica Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II ci offre in proposito un capolavoro di sintesi antropologica, infatti al n. 11 afferma: «L’amore è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano. In quanto spirito incarnato, cioè anima che si esprime nel corpo e corpo informato da uno spirito immortale, l’uomo è chiamato all’amore in questa sua totalità unificata. La Rivelazione cristiana conosce due modi specifici di realizzare la vocazione della persona umana, nella sua interezza, all’amore: il matrimonio e la verginità. Sia l’uno che l’altra nella forma loro propria, sono una concretizzazione della verità più profonda dell’uomo, del suo “essere ad immagine di Dio”», ed ancora al n. 16: «La verginità e il celibato per il Regno di Dio non solo non contraddicono alla dignità del matrimonio, ma la presuppongono e la confermano. Il matrimonio e la verginità sono i due modi di esprimere e di vivere l’unico Mistero dell’Alleanza di Dio con il suo popolo. Quando non si ha stima del matrimonio, non può esistere neppure la verginità consacrata; quando la sessualità umana non è ritenuta un grande valore donato dal Creatore, perde significato il rinunciarvi per il Regno dei Cieli». Vivendo l’infanzia e l’adolescenza in una splendida famiglia cristiana, Madre Teresa Lanfranco, a 17 anni di età, incontra Madre Elisa Martinez Fondatrice dell’Istituto delle, Figlie di Santa Maria di Leuca, comprende il «significato sponsale del corpo» ed avverte la chiamata della sua persona al dono totale di se stessa sulle orme di Maria Vergine, Madre di Gesù e della Chiesa. Il cammino di quest’anima chiamata a vivere ed annunciare il Vangelo lungo i difficili tormenti della storia, può essere compreso unicamente alla luce della testimonianza del Cristo povero, umile e obbediente. Madre Teresa ha compreso a meraviglia che nella vita di ogni battezzato, consacrazione e missione costituiscono un binomio inscindibile, come morte e resurrezione in Cristo costituiscono un binomio indissaldabile, due momenti dell’unico mistero pasquale del Crocefisso resuscitato. Ha perciò vissuto una grande passione per Dio e per gli uomini, un’oblazione totale a Dio ed una donazione generosa ai fratelli. Madre Teresa non è stata impoverita dalla scelta verginale, ma addirittura ha visto ulteriormente potenziata la maturità e l’equilibrio della sua persona. È stata per tutti e particolarmente per le consorelle una consolante armonia sinfoniale. Nella sua scelta dei consigli evangelici abbiamo visto scorrere un fiume fecondo di squisita maternità, sempre sostenuta dal fascino del soprannaturale. Tornano alla mente le espressioni ardite del noto intellettuale francese Montalambert, morto sul patiboli nel XIX secolo. Quando ha saputo che la sua figlia “bellissima” voleva farsi suora, se l’è presa con Dio e così ha sfogato la sua rabbia: «Chi sei tu, amante invisibile, che ci strappi la carne della nostra carne e l’attiri a te? Tu non puoi che essere Dio!». Il mistero di questa chiamata a “servire il Signore con cuore indiviso” ha come sfondo l’amore! Madre Teresa Lanfranco ha condiviso pienamente il carisma della Fondatrice Elisa Martinez. Il segreto della sua profondità è nascosto nella sua coerenza di vita: viveva gioiosamente quanto insegnava con ardore e convinzione. La Serva di Dio Madre Teresa Lanfranco, all’anagrafe Annunziata Addolorata, ultima di 7 figli, nasce a Gallipoli (Le) il 24 marzo1920 da Pietro Paolo e Chiara Lucrezia Zante, riceve il Battesimo nella Parrocchia di San Francesco in Gallipoli il 12 aprile 1920 ed il 21 giugno 1929 la Cresima dal Vescovo Gaetano Müller. Matura tra le pareti domestiche spirito di sacrificio, senso del dovere, passione per il lavoro assiduo, fedeltà nelle piccole cose, amore al Signore e filiale trasporto verso la “Madonna dei fiori” patrona della città. In Maria scopre il modello di ogni virtù. Nella fedeltà al Santo Rosario la dolce compagnia. A 17 anni l’incontro determinante con la Serva di Dio Madre Elisa Martinez e l’ingresso tra le Figlie Vicaria Generale fino al declino della salute. Le giovani suore da lei formate partono come pioniere per l’India e le Filippine per una nuova fioritura vocazionale. Muore santamente a Roma nella Casa Generalizia l’8 giugno 1989 a 69 anni. Il 2 agosto 2017 i suoi resti mortali vengono traslati dal Cimitero Flaminio di Prima Porta nella cappella della Casa Generalizia accanto alla tomba della Madre Fondatrice e del Cardinale Gilberto Augustoni. Per lo zelo dinamico dell’attuale Madre Generale Suor Ilaria Nicolardi nel 2018 viene introdotta la Causa di Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio Madre Teresa Lanfranco. Alla scuola di Santa Teresa di Gesù Bambino ha vissuto la santità nelle piccole cose, dietro gli esempi di Maria Santissima ed immersa in una spiritualità cristocentrica fatta di Vangelo ed Eucaristia. Con voce soavissima cantò per il suo sposo divino e si consumò per la carità. Si congedò da questa terra dicendo: «Adesso lasciatemi godere il mio Gesù!».

Mons. Pasquale Maria Mainolfi

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