Un’altra vittima dell’ex Isochimica, è la ventiseiesima.

Umberto Carpentieri è la ventiseiesima vittima dell’ex Isochimica. “Oggi è venuto a mancare ancora uno di noi. Esprimiamo tutta la nostra vicinanza alla famiglia di Umberto Carpentieri. Finirà mai questa mattanza, maledetta Isochimica”, scrive un ex collega dell’operaio. Umberto – che da tempo abitava a Pratola Serra e combatteva con la malattia causata dall’inalazione di amianto – era fra le oltre 200 parti offese nel processo che si sta tenendo nell’aula bunker di Napoli. Scrive Tony Della Pia, segretario provinciale Rifondazione Comunista – federazione Irpina: “Continua la mattanza, è deceduto l’ennesimo ex operaio della fabbrica killer, l’Isochimica di Avellino. Questa vicenda è drammatica perché narra della vita di centinaia di giovani che all’epoca, parliamo degli anni ottanta, pur di lavorare, in un territorio rurale, colpito da un fortissimo sisma, cercarono ogni percorso utile, anche l’umiliazione della raccomandazione, per essere assunti. L’Isochimica lavorava per conto delle Ferrovie dello stato, quale migliore opportunità, sopratutto dopo la promessa che, terminata la decoibentazione, gli operai sarebbero stati assunti tutti dalla casa madre, appunto le Ferrovie dello Stato! – Continua -. L’epilogo è stato diverso e tragico, oggi sono tutti adulti, troppi sono morti, tantissimi ammalati, colpiti da patologie asbesto correlate. Il potere politico istituzionale fino ad oggi ha adempiuto a risolvere parzialmente quanto avrebbe dovuto fare, dopo decenni di lotte ha concesso il pre-pensionamento ad una buona parte degli ex lavoratori, un diritto sacrosanto che è costato anni di rivendicazioni ed oggi viene venduto come una conquista. E’ vergognoso, si continua a mortificare la dignità di quei lavoratori, che non hanno perso l’abitudine della subalternita’; ma posso capire, ho imparato a farlo guardandoli negli occhi, uno per uno, leggendo le loro paure – Chiarifica Della Pia – Non accetto e non capisco invece il perenne silenzio della città di fronte al l’inadeguatezza dei controlli sanitari, degli ex dipendenti e dei residenti di Borgo ferrovia, riguardo ad una bonifica che prosegue a singhiozzo, mentre il “mostro”, proprio l’ex Isochimica, domina violento ed incontrastato in quel territorio, ma sopratutto non concepisco l’indifferenza rispetto ad un processo espropriato alla città che probabilmente, spero di no, sarà una farsa tra colpevoli defunti, società non più esistenti, imputati colpevoli solo della loro “ignoranza”, prescrizioni e atti burocratici vari. Resta una lapide oramai sbiadita apposta all’ingresso del “campo di concentramento” , quelle parole erano, sono e saranno la vera spiegazione. Porgo le mie condoglianze alla famiglia dell’ennesima vittima dello sfruttamento.

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