Uspp, continua azione tutela agenti polizia penitenziaria

Moretti-Ugl-Polizia-Penitenziaria“Dopo aver subito un violento attacco alla propria rappresentanza sindacale da parte di soggetti non legittimati che hanno tentato attraverso una sigla appartenente alla Confederazione UGL, dove democrazia e partecipazione sembrano aver ceduto il passo a dinamiche lontane dall’essere tollerate da chi rappresenta un comparto delicato per l’importanza che riveste nello sviluppo ordinato della Società, abbiamo ottenuto giustizia su tre fronti, sia dal Tribunale Ordinario, che dall’Avvocatura Generale dello Stato che dal Dipartimento della Funzione Pubblica” è quanto dichiara Giuseppe Moretti Presidente dell’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria già UGL PP, in ordine alla vicenda che ha riguardato una delle associazioni sindacali più rappresentative della categoria.
Il Presidente, soddisfatto per le determinazioni giunte dagli Enti centrali più che dalle conclusioni a cui è giunto il Tribunale Ordinario di Roma, essendo questioni che non riguardano direttamente l’agibilità della federazione da egli diretta, aggiunge che “non avevamo alcun timore rispetto all’esito degli accertamenti che si sono resi necessari a seguito delle azioni poste in essere da chi in passato aveva lasciato la federazione per sottrarsi al giudizio dei probiviri a seguito di gravi fatti di cui si era reso protagonista, ma non possiamo non rimarcare un comportamento sempre lineare tenuto in forza delle ragioni risultanti da atti certificati e non da chiacchere di basso rilievo”.
Moretti assicura di “non aver mai sospeso quella incessante attività di tutela di cui necessita il personale di Polizia Penitenziaria che certamente non può permettersi di assentarsi per un intero mese dal proprio servizio, come pare abbia fatto l’attuale Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo” promettendo in conclusione “il rilancio di un’attenta politica rivendicativa per scongiurare eventuali tentativi di sminuire l’importanza del compito istituzionale assegnato ai poliziotti penitenziari che da troppo tempo attendono risposte sulle loro istanze di professionalizzazione ma soprattutto per il ripristino della loro dignità lavorativa”.
Per tali ragioni il Presidente dell’USPP già UGLPP, unitamente alla propria Segreteria Nazionale, ha ripreso un programma di incontri che lo porterà già nei prossimi giorni dapprima in Sicilia, poi in Toscana, Lombardia, Triveneto per continuare in Puglia e altre regioni rilanciando una proposta di riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria ormai non più rimandabile e iniziative per il riconoscimento di diritti spettanti al personale rispetto ai trattamenti economici, anticipando quelle che saranno le rivendicazioni da portare al tavolo del rinnovo del prossimo contratto di comparto.

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