Valle Caudina: nessuno spiraglio per il completamento dell’asse attrezzato.

“La regione ha evocato a se il progetto, poi potrebbe indicare la provincia come stazione appaltante. Ma siamo ancora in alto mare”. Continua la storia incredibile della realizzazione della Paolisi- Pianodardine, ferma al secondo lotto di Roccabascerana dal 2005. Questa mattina sulla questione abbiamo interpellato il presidente della provincia di Avellino, Domenico Biancardi, che sconsolato, ci ha fornito il quadro della situazione. Una situazione desolante che vede il continuo rimpallo da un ente all’altro,senza soluzione di continuità. Con la conseguenza che nessuno mette mano al progetto esecutivo e, quindi, i lavori restano solo un miraggio. E, può succedere, come la settimana scorsa che, a causa di un evento franoso, la Valle Caudina irpina resti tagliata fuori da tutti i collegamenti con la città di Avellino. La cosa più assurda è che i finanziamenti, in tutto quasi 140 milioni di euro, da dividere per i due lotti, ci dovrebbero anche essere, ma non si riescono ad attivare, Il progetto completo per i due lotti, quello che va da Roccabaserana sino ad Altavilla Irpina e da qui sino a Pianodardine, zona industriale di Avellino, sono pronti dal 2005, quando Pietro Foglia era presidente dell’Asi. Da tredici anni, però, si assiste a scippi e cambiamenti in corso degli enti che hanno la competenza. In un primo momento, la competenza passa dall’Asi di Avellino all’Anas. Una decisione presa in quanto questo secondo ente avrebbe dovuto avere tutte le possibilità di realizzare il progetto esecutivo, bandire la gara di appalto e dare il via ai lavoro. Ma, per circa cinque anni, l’Anas non fa il resto di niente. Tanti sono i progetti che deve seguire l’Anas da non capire l’ importanza della realizzazione di quei pochi chilometri per una zona della provincia di Avellino, da sempre considerata periferia e rimasta ai margini di ogni tipo di ipotesi di sviluppo. Così, dopo circa quattro anni persi, dall’Anas, la competenza viene affidata di nuovo all’Asi. Il copione, però, resta immutato, tanti sono i problemi di questo ente che ci riesce ad occuparsi dell’asse attrezzato. Così, la regione evoca a se le competenze per poi affidarle, un domani, come stazione appaltante a palazzo Caricciolo. Ma ci vorrà tempo, ancora tanto tempo. Come se non fossero passati più di trenta anni dalla realizzazione del primo lotto e solo tredici da quella del secondo. E’ una vicenda, talmente, assurda che ha fatto perdere le speranze di veder realizzata questa arteria a tutti gli abitanti della Valle Caudina. .

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