In Valle Caudina sotto osservazione strutture ospitanti migranti.

La riunione è andata nel migliore dei modi. I responsabili delle strutture di accoglienza hanno accettato di fornire ai richiedenti asilo e casacche catarifrangenti per segnalare la loro presenza sulla strada statale Appia. Non solo, forniranno anche delle lezioni di educazione stradale e civica. Ed ancora, lavoreranno per frenare il fenomeno di quelli che chiedono la carità, in prossimità dei semafori. I sindaci, dal canto loro, cercheranno di mettere in campo dei progetti per favorire l’integrazione. I primi cittadini di Airola, Montesarchio, Rotondi e Paolisi, ossia, i comuni caudini che si affacciano sulla strada statale Appia, dove si trovano le strutture di accoglienza per i richiedenti asilo, dopo aver avuto la rassicurazione che nei loro comuni non arriveranno altri migranti, si sono confrontati con quelli che gestiscono l’ospitalità. La riunione è stata convocata dal sindaco di Airola, Michele Napoletano, che ha ottenuto la massima rassicurazione dal prefetto di Benevento Galeone che non ci saranno nuovi arrivi. A dargli manforte il vice sindaco di Montesarchio Di Somma, ed i sindaci di Rotondi e Paolisi, Russo e Montella. Quella sorta di lassismo con il quale sono stati trattagli gli immigrati, sin dal loro arrivo, dovrà terminare. Le strutture dovranno fornire la massima collaborazione per favorire l’integrazione. Fondamentale, ad esempio, dare gli strumenti a queste persone per segnalare la loro presenza quando camminano a piedi lungo l’Appia. Altrimenti, sarebbe potuta avvenire una tragedia. Così come cercare di frenare il fenomeno dell’accattonaggio che, purtroppo, istiga e non poco i residenti. Ma Napoletano ed i colleghi intendono lavorare per l’integrazione, a patto che non arrivino altri profughi, in quanto il rapporto tra numero di abitanti ed ospiti è già molto superiore alla media di tanti altri paesi che , sino ad ora, non hanno accolto nessuno.

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