Valle Caudina. Piano di Zona A4 partono i servizi.

Finalmente, partono i servizi del piano sociale di zona A 4. Dopo circa due anni di completa latitanza, a causa di una frattura tra il comune capoluogo e gli altri centri della Valle del Sabato e della Valle Caudina, si rimette in moto la macchina. Ricordiamo che il piano di zona deve dare risposte e servizi alle persone più deboli, come anziani, bambini, ragazze madri, famiglie in difficoltà e disabili. Si parte proprio da quest’ultimi che spesso diventano invisibili ai nostri occhi. Lunedì 12 marzo, alle ore 9,00, inizia la sua attività il centro diurno per disabili di San Martino Valle Caudina. L’ufficio di piano ne ha previsti tre in tutto il territorio dell’ambito, quello di San Martino deve essere il punto di riferimento per gli abitanti di Rotondi, Cervinara, Roccabascerana. Il centro è stato ubicato presso la sala Unicef che si trova al centro del paese e sempre di più mostra tutte le sue potenzialità di punto polivalente. Il centro potrà ospitare venti disabili, con patologie psicofisiche e motorie, di età compresa tra i 18 ed i 65 anni e sarà aperto dalle ore 9,00 alle ore 13,00 di ogni giorno, tranne il sabato e la domenica. Per loro sono previste una serie di attività di integrazione, ma anche assistenza psicologica. Non ci saranno problemi per il trasporto, infatti, è previsto un servizio navetta gratuito, come la frequenza del centro. Il progetto è stato finanziato, con quasi settantamila euro, per dodici mesi, quindi, funzionerà sino al mese di marzo del 2019 ma si cercherà di far diventare il centro strutturale. Ce lo hanno assicurato il sindaco di San Martino Pasquale Pisano, che è anche vice presidente del piano sociale di zona, ed il suo assessore alle politiche sociali Pino Nista. Il territorio ha bisogno di servizi proprio per le fasce sociali più deboli e l’ufficio di piano deve lavorare per recuperare tutto il tempo perduto sino ad ora. I due, ci hanno anche assicurato che a stretto giro, dovrebbe partire anche una ludoteca , un luogo, quindi, destinato all’infanzia. Per tornare ai disabili, la partecipazione è completamente gratuita. Coloro che vogliono fare questa esperienza di socializzazioni possono rivolgersi direttamente ai comuni o indirizzarsi verso il centro. Sino a quando non si arriverà al numero di venti, le iscrizioni resteranno sempre aperte. Si tratta di un modo per strappare all’isolamento delle persone che, la maggior parte delle volte, passano i loro giorni tra le quattro mura di casa. E’ un aiuto concreto per loro e si tratta di un ottimo supporto anche per le loro famiglie. A questo devono mirare i servizi sociali , ad aiutare le persone in difficoltà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.