Valle Ufita: fumata nera al tavolo romano per la proroga della cassa integrazione

Lo aveva anticipato prima dell’incontro, nessun accordo con la proprietà se l’offerta sarebbe rimasta quella di tre mesi di cassa integrazione in proroga. Purtroppo, Giuseppe Zaolino, segretario della Fismic, è stato buon profeta. Il nuovo presidente di Industria Italiana Autobus, Antonio Bene, al tavolo al ministero del lavoro ha proposto la proroga di tre mesi della cassa integrazione straordinaria. Il rifiuto a firmare l’accordo non è stato solo della Fismic, ma di tutte le organizzazioni sindacali. Almeno su questo punto, si è ritrovata un’unità tra i rappresentanti degli operai di Flumeri. Purtroppo, però, arrivano pessimi segnali per il futuro degli stabilimenti dell’ex Irisbus e della Bredamenarini di Bologna, Il progetto era quello di costituire un polo nazionale per la produzione degli autobus. Una idea vincente, in quanto il parco pullman nel nostro paese è vetusto e si deve adeguare alla nuove normative per rispettare ambiente e sicurezza. Alla partita era interessata anche Ferrovie dello Stato. Nella trattativa, però, è entrata la turca Karsan che ha rilevato la maggioranza delle quote di Industria Italiana Autobus. Con la conseguenza che le commesse già aggiudicate sono state spostate tutte in Turchia per la produzione. Da qui, il rifiuto dei sindacati di firmare l’accordo. E necessario prima visionare il piano industriale che, ad oggi, non è stato ancora presentato. Inoltre, al governo si chiede, da un lato, di fare da garante, dall’altro di procedere alla creazione del polo nazionale per consentire che la produzione resti negli stabilimenti italiani. Lo si dovrebbe fare con Invitalia che acquista quote dalla Karsan, ma di questa iniziativa non c’è traccia.

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