Vendesi l’Istituto delle Suore di Ferrari di Cervinara. La nota di Franco Petraglia.

Sono passati diciannove anni, con inesorabile ritmo, dacchè l’ultracentenario convento delle suore del Buon Perpetuo Soccorso di Ferrari di Cervinara chiuse inopinatamente i battenti. Per chi ha un minimo sentimento di fede cristiana è molto triste vedere quel maestoso Istituto con le persiane abbassate. Per chi scrive, che è costretto a passarvi dinanzi quotidianamente, significa provare una mestizia enorme ed uno scoramento che crea uno stato di angoscia profonda e d’impotenza. Tuttavia, il pensiero va ai giorni trascorsi in illo tempore, nell’età infantile, tra quelle mura contemplative che sprigionavano silenzio, rispetto per gli altri ed un amore che suscitava in noi un incipt di attaccamento ai valori socio-cristiani della nostra vita. Erano altri tempi in cui si viveva nella sobrietà delle cose, ma nella ricchezza dello spirito e nella serenità delle beatitudini. Come era bello ascoltare la voce del Signore anche nella solitudine e nel silenzio! Ora l’Ordine Generale di Roma, proprietario dello stabile, ha deciso di vendere l’immobile. Sarà per motivi economici-gestionali. A questo stadio, secondo il mio modesto punto di vista, è necessario che nasca una sinergia(armonia genuina) tra le forze attive socio-politiche locali per rilevare l’imponente edificio in questione. I progetti possono essere tanti:casa-famiglia, casa di riposo, asilo nido, centro di formazione socio-culturale o altra attività educativa. In altre parole, attività sociali che potranno essere meglio individuate dagli “addetti ai lavori” in sede di accurata analisi di ricerca sociologica. L’essenziale è che la struttura venga utilizzata per un fine nobile e fruttuoso. Sempre ed esclusivamente per il bene della nostra amata terra cervinarese. Cicerone diceva:” Non c’è nulla che con l’impegno e la bontà e, più che altro, con l’amore non si possa fare”. Forse mi illudo, ma sapere che un seme buono gettato oggi produrrà i suoi candidi frutti in futuro forse non mi allunga l’esistenza ma certamente mi allarga il cuore.

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