Vincente idea di Ciriaco De Mita: il Partito del Territorio

Relegare l’avanzata dell’Udc in provincia di Avellino, che si è registrata nell’ultima tornata elettorale, solo ad un fatto paesano, significa non voler prendere coscienza di quello che sta avvenendo in Irpinia. Eppure, la sua strategia, Ciraco De Mita non la nasconde per niente. Sta predicando, dappertutto, la necessità di dover costruire un partito di territorio, no nel senso localistico, ma di una forza politica che si prenda in carico i tanti problemi locali. A quanto pare, però, i suoi avversari, primo fra tutti il partito democratico, restano sordi e l’erosione sembra essere inevitabile. Il pd irpino è diviso da guerre tra bande, interessate, unicamente, alla gestione del potere e ad ottenere la candidatura in parlamento alle elezioni politiche che oramai si faranno nel 2018. In questo modo, lascia una vera e propria prateria all’azione dei demitiani, sempre più attivi. Il sindaco di Nusco, forte del mancato cambiamento della legge elettorale che fissa la soglia al tre per cento, se ci si presenta in coalizione, sta lavorando per un logoramento del pd dal centro. Non sarebbe affatto peregrino se vedessimo nel 2018, lo scudo crociato alleato con il campo progressista di Pisapia. Allo stesso tempo, sindaci ed amministratori locali possono contare sulla guida di Maurizio Pretacca, a livello regionale, e di Giuseppe De Mita, a livello nazionale. Sempre più delusi del pd si rifugiano sotto l’ala protettiva dell’ex presidente del consiglio, il quale, sicuramente, starà pensando ad una zampata vincente anche al comune di Avellino, dove si vota in concomitanza con le politiche. Intanto, a via Tagliamento, si continua a dire che è necessario svolgere il congresso provinciale, ma il pd sembra, sempre di più essere una nave, priva di guida.

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