Violenza sessuale su una minore. Retesei ne aveva parlato nei giorni scorsi: la situazione in alcuni nuclei familiari è devastante.

Per un periodo di un anno, dal 2016 al 2017, ha invitato a casa una sua piccola parente, una ragazza che ha meno di 14 anni ed ha abusato di lei. Ora è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare e si trova in carcere dove deve rispondere dei reati di violenza sessuale su minori. E’ una storia che si è verificata a Roccabascerana, uno dei comuni irpini della Valle Caudina. Un crimine orrendo, maturato proprio in un ambiente familiare. Il 45enne, infatti, è legato da rapporti di parentela con la sua vittima e avrebbe compito gli abusi in un arco temporale, come hanno accertato i carabinieri, che va dal 2016 al 2017. L’uomo invitava a casa la ragazzina e la costringeva a subire degli atti sessuali. Il parente abusava della naturale incidenza che gli adulti hanno con i bambini. La faceva sentire in stato di inferiorità fisica e psicologica e la sporcava con le sporche attenzioni. Sono state la mamma ed il papà ad accorgersi che qualcosa non andava. La ragazzina, probabilmente, dopo la forte insistenza dei genitori è crollata ed ha rivelato quello che subiva a casa di quel parente, dell’ indecenza e della violenza costretta a sopportare, a mandare giù. I genitori hanno presentato una regolare denuncia e per i carabinieri ha preso il via una indagine delicatissima, svolta con grande professionalità ma anche con umanità per salvaguardare al massimo la vittima. Finalmente hanno raccolto le prove sufficienti per far chiedere alla Procura della Repubblica un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che il gip ha accordato, segno che il quadro probatorio, almeno, in questa istanza regge. L’orco ora è in carcere e si spera che la ragazzina possa scrollarsi di dosso al più presto questa storia infame. Per quanto riguarda noi, qualche giorno fa avevamo lanciato l’ennesimo allarme. Un allarme che era arrivato da un colloquio con un assistente sociale. Il professionista, in base alla sua esperienza, ci aveva descritto la situazione dei comuni irpini della Valle Caudina, in diversi nuclei familiari, come devastante. Per questa maledetta storia, il termine è più che appropriato. Come sempre per una storia che viene alla luce diverse altre potrebbero covare sotto la cenere. Ed è per questo che bisogna alzare il livello di guardia e non far passare inosservato l’allarme lanciato dall’assistente sociale.

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