Violenza sulle donne: in Valle Caudina non siamo all’anno zero

La vicenda dell’uomo che ha preso a martellate una donna nel pieno centro di Avellino ha riacceso i riflettori sulla delicatissima questione della violenza sulle donne. Un tasto delicatissimo che, purtroppo, se non si tratta di casi eclatanti, diventa un tema di cui ci si ricorda solo in occasione delle commemorazioni ufficiali. Eppure, grazie a Dio, in Irpinia ed anche in Valle Caudina, non siamo all’anno zero. Su i territori esiste una rete di prevenzione, in sinergia tra forze dell’ordine, scuola, e servizi sociali, che riesce ad intervenire anche tempestivamente. Sia chiaro, se la donna non arriva ad elaborare quello che sta subendo e presenta una denuncia o chiede aiuto a qualcuno, non si può fare quasi niente. Ma se decide di liberarsi dal suo aggressore si può fare molto. Vi diamo qualche numero, così da capire l’entità del fenomeno. Sono più di 200 le donne che sono seguite dai vari servizi sociali perché sono finite nel mirino di carnefici che possono essere mariti, compagni, fidanzati, padri o fratelli. Molte di loro, spesso con i bambini, sono state messe a sicuro in case protette. Qui vengono tenute lontane dai loro aguzzini, per loro inizia un percorso di rinascita psicologica e vengono avviate verso una nuova vita. Attenzione, però, se il numero chi trova il coraggio di denunciare è in aumento, si teme che alto sia ancora quello del sommerso. Purtroppo, tante donne continuano a subire in silenzio qualsiasi tipo di angheria. E’ necessario, quindi, potenziare in ogni modo la comunicazione e far capire che c’è un modo sicuro per uscire dall’incubo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.