Wwf, fauna selvatica vulnerabile, stop alla caccia

No all’apertura anticipata della caccia a qualsiasi specie e per tutto il mese di settembre per consentire agli habitat e alla fauna di recuperare condizioni fisiologiche soddisfacenti; una verifica dopo il mese di settembre per valutare la situazione; un’azione capillare di contrasto al bracconaggio. È quanto chiede il Wwf in una lettera inviata al ministro dell’Ambiente e ai presidenti delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemontese, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle D’Aosta e Veneto per chiedere una limitazione dell’attività venatoria nella stagione 2017-2018. A causa delle ondate di calore, della perdurante siccità e degli incendi – osserva il Wwf – “è altamente plausibile che il patrimonio faunistico nazionale si trovi in larga misura in una condizione di stress che lo rende altamente vulnerabile rispetto ad ulteriori diverse pressioni”. La situazione sarà “ancora peggiore per gli uccelli migratori che, da questo mese, iniziano il viaggio verso l’Africa”. Peraltro, a causa degli incendi c’è una riduzione degli spazi di caccia con la conseguenza che “un numero più elevato di cacciatori si concentri nelle restanti aree aperte alla caccia”.

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