Ucraina ha accettato: tutti aspettavano questa notizia | Le incognite aperte nel conflitto

Ucraina ha accettato: tutti aspettavano questa notizia | Le incognite aperte nel conflitto

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L’accordo preliminare ucraino con gli USA getta le basi per una tregua, ma la Russia minaccia di rifiutare.

La Ucraina avrebbe accettato le condizioni di un possibile accordo di pace proposto dagli Stati Uniti, segnando uno dei segnali più concreti degli ultimi mesi verso una risoluzione negoziata del conflitto. Secondo fonti americane citate dalla stampa, l’intesa preliminare riguarda elementi chiave quali garanzie di sicurezza, sostegno internazionale e protezione territoriale per Kiev. Tuttavia, sul versante opposto la Russia, tramite il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, fa sapere che potrebbe respingere la bozza se questa non rispetterà le sue condizioni storiche.

La notizia arriva in un contesto in cui sia Washington sia Mosca portano avanti negoziati indiretti con la parte ucraina, mentre sul campo militare la situazione rimane tesa. La leadership ucraina è sotto crescente pressione diplomatica e militare, e la proposta americana appare come un tentativo di uscita dall’impasse. Ciononostante, l’ammissibilità dell’accordo resta legata all’accettazione della Russia, che da parte sua evidenzia come la bozza originaria — giudicata favorevole a Mosca — sia stata modificata in una versione più equilibrata e quindi meno gradita al Cremlino.

Dettagli dell’intesa e ostacoli sul tavolo negoziale

Secondo quanto riportato, la delegazione ucraina avrebbe accettato una bozza che chiedeva concessioni territoriali e limitazioni politiche — in particolare la rinuncia a territori non ancora occupati militarmente e un apparente congelamento dell’adesione alla NATO per il prossimo futuro. La variante più recente della bozza però prevederebbe di rinviare questioni cardine come lo status del Donbass o l’adesione dell’Ucraina alla NATO a una fase successiva negoziata direttamente tra i presidenti — Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin. Per la Russia questa ridefinizione verso un modello “più equo” rappresenterebbe un passo indietro rispetto alle intese iniziali che Putin ritenne fossero state raggiunte con gli Stati Uniti ad Anchorage.

Il ministro Lavrov ha avvertito che se la versione finale dell’accordo verrà alterata in modo sostanziale rispetto alle promesse iniziali, la disponibilità russa al negoziato sarà messa in discussione e potrebbe venir meno. Questo mette in evidenza una distanza ancora ampia tra i protagonisti: da una parte Kiev che cerca garanzie per la sua sovranità e sostegno occidentale, dall’altra Mosca che pretende la cristallizzazione dei guadagni territoriali e garanzie strategiche durature.

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Prospettive future e possibili scenari

Le prossime settimane potrebbero essere decisive per trasformare la bozza in un accordo vero e proprio. Se la Russia acconsentirà, potrebbe aprirsi una fase negoziale con impatti rilevanti sul conflitto e sugli equilibri europei. Tuttavia, se Mosca respingerà la proposta, lo stallo potrebbe prolungarsi o aggravarsi, con maggiori rischi di escalation militare o di paralisi diplomatica.

In Ucraina, la leadership rimane cauta. Pur non smentendo del tutto l’intesa riportata dalle fonti americane, Kiev non l’ha confermata ufficialmente. Il timore è che qualsiasi concessione territoriale possa essere percepita come una sconfitta interna, alimentando tensioni politiche e indebolendo la posizione del governo. In questo quadro, il negoziato si muove lontano dai riflettori ma resta reale, con la consapevolezza che il momento è potenzialmente storico, ma fragile.