Confisca per Imprenditore Casertano: Rete di Frodi negli Appalti Pubblici e Connessioni con la Camorra
La Guardia di Finanza di Lucca ha recentemente eseguito un decreto di confisca, emesso dal Tribunale di Firenze – Ufficio Misure di Prevenzione, in applicazione dell’articolo 24 del “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”. Il provvedimento ha interessato un imprenditore quarantacinquenne, originario di Caserta ma residente nella provincia di Lucca, i cui beni immobili, mobili e partecipazioni societarie erano già stati sottoposti a sequestro per un valore stimato di circa 750.000 euro.
Questa recente azione si innesta sull’operazione denominata “Ghost Tender”, avviata nel marzo 2018 dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lucca, sotto l’egida della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze. Quella fase iniziale aveva già condotto a sequestri patrimoniali, all’arresto di cinque soggetti tra la Toscana e la Campania, e alla denuncia di ulteriori complici. Costoro erano ritenuti parte integrante o sostenitori di un sodalizio criminale attivo fin dal luglio 2013 nella provincia di Lucca. L’organizzazione, contigua alla fazione “Zagaria” del clan camorristico dei “Casalesi” radicata nel casertano, era dedita principalmente all’aggiudicazione fraudolenta di appalti, a truffe nelle forniture pubbliche e al riciclaggio di denaro.
L’inchiesta aveva permesso di identificare un’associazione a delinquere gravitante intorno a figure di imprenditori edili con residenza nelle province di Lucca e Caserta. Avvalendosi di prestanome e di entità societarie compiacenti, spesso create ad hoc per poi essere rapidamente dismesse, essi riuscivano ad aggiudicarsi decine di contratti per lavori edili dalla ASL 3 – Napoli Sud, con sede a Torre del Greco. Il valore di tali commesse, bandite con importi strategici inferiori alle soglie previste per l’affidamento ordinario, ammontava a milioni di euro.
Per realizzare tale sistema, il gruppo criminale aveva instaurato legami corruttivi con un funzionario dirigenziale della ASL in questione. Quest’ultimo, contravvenendo ai principi di trasparenza, integrità e imparzialità, non solo assegnava gli appalti illecitamente ma permetteva persino l’erogazione dei pagamenti a favore del sodalizio, nonostante l’assenza totale o parziale dell’esecuzione delle opere. Attraverso questa metodologia, le società collegate all’organizzazione criminale si avvicendavano nell’aggiudicazione di molteplici appalti, relativi a lavori che venivano fittiziamente dichiarati come eseguiti, ma che in realtà risultavano in gran parte inesistenti o mai completati. Al momento, il procedimento penale inerente a questi accadimenti si trova nella fase dell’udienza preliminare.
Le approfondite indagini patrimoniali, dirette dalla Procura della Repubblica di Firenze e condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Lucca, hanno messo in luce la rilevante pericolosità sociale del soggetto coinvolto. Questi è stato ritenuto fortemente indiziato sia di illeciti perpetrati con l’obiettivo di favorire l’operato dell’associazione mafiosa dei “Casalesi – fazione Michele Zagaria”, sia di aver ricavato i propri mezzi di sussistenza da reati di natura economico-patrimoniale. Contemporaneamente, è emersa una chiara sproporzione tra il patrimonio posseduto dall’imprenditore e i redditi da lui dichiarati, in riferimento all’arco temporale compreso tra il 2013 e il 2019.
In base alle evidenze raccolte, il Dott. Luca Tescaroli, Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Firenze, e il Dott. Giulio Monferini, Sostituto Procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, hanno presentato istanza per l’applicazione di misure preventive sia personali che patrimoniali. L’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Firenze, sotto la presidenza del Dott. Raffaele D’Isa, dopo aver riconosciuto la validità dei requisiti di legge, ha quindi emesso il provvedimento di confisca dei beni riconducibili al soggetto in oggetto, attuato nel dicembre 2020. Successivamente, nel corso di un’udienza collegiale, il Tribunale di Firenze, operando in qualità di giudice per le misure di prevenzione, ha accolto solo in parte le istanze avanzate dai Pubblici Ministeri. Ha disposto pertanto la confisca di una porzione dei beni riconducibili all’imprenditore: specificamente, conti correnti bancari, libretti di deposito postali e un’autovettura.
Questa operazione si inserisce in una più vasta strategia di contrasto, promossa dalla Procura del capoluogo toscano e diretta dal Procuratore della Repubblica Dott. Giuseppe Creazzo. L’obiettivo è quello di combattere l’arricchimento illecito, avvalendosi in modo determinante anche della normativa antimafia. L’intervento testimonia la costante dedizione della Guardia di Finanza a salvaguardia dell’economia legale. Il rilancio di quest’ultima, di primaria importanza specialmente nel contesto complesso determinato dall’emergenza sanitaria, si realizza anche attraverso la lotta alla corruzione, fenomeno che distorce i principi di leale concorrenza tra le aziende, penalizza gli operatori economici onesti e provoca un aumento dei costi per i servizi pubblici.
